«Io c’ero, Falcone interrogò il pentito su Berlusconi»

di Redazione | 19/12/2017

falcone

Il giudice Giovanni Falcone interrogò il pentito Francesco Marino Mannoia su Silvio Berlusconi. È quanto raccontato a Repubblica da un ispettore della Polizia di Stato in pensione, Maurizio Ortolan, che fu agente di scorta del collaboratore di giustizia e che era presente quando all’ex mafioso palermitano furono poste le domande sull’imprenditore milanese. Ne parla oggi il giornalista Salvo Palazzolo. Il caso è emerso una decina di giorni fa, con la notizia (ancora da Repubblica) di un appunto attribuito a Falcone, trovato nel suo ufficio per caso, scoperto da uno dei suoi più stretti collaboratori, in cui il giudice prendeva nota di pagamenti di Berlusconi ai boss di Cosa Nostra. «Cinà in buoni rapporti con Berlusconi. Berlusconi dà 20 milioni a Grado e anche a Vittorio Mangano», c’era scritto.

 

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Il poliziotto ricorda l’interrogatorio di Falcone al pentito su Berlusconi

Ora il poliziotto conferma che si parlò del Cavaliere. «Fu il pentito Francesco a parlare di Berlusconi al dottore Falcone, che chiedeva di grosse estorsioni, di imprenditori che pagavano. Eravamo alla fine del 1989», ha affermato Ortolan a Repubblica. L’ex ispettore dice di ricordare anche l’appunto del giudice: «Mi sembra di ricordare che quel giorno Mannoia faceva riferimento a soldi pagati da Berlusconi per proteggere i ripetitori Tv in Sicilia. Il pentito parlò e il giudice prese un appunto su un foglio». Fu proprio l’agente che faceva da scorta all’ex boss palermitano (che non fornì riscontri) a battere a macchina il verbale. «Il giudice prendeva sempre appunti prima di dettare ciò che volevo scrivere. Voleva essere sicuro che ogni dichiarazione del pentito si potesse provare attraverso i necessari riscontri che poi il nostro nucleo doveva cercare. Falcone era ossessionato dai riscontri – dice ancora Ortolan – diceva: ‘Altrimenti, fanno passare per matto me e pure il collaboratore». Ortolan si dice anche «stupito» per il ritrovamento dell’appunto del giudice. «Non pensavo fosse ancora in giro. Anche perché spesso, Falcone strappava i promemoria». Il poliziotto fu vicino a Mannoia per molti mesi, tra l’89 e il ’90. Anche lui chiese al pentito di Berlusconi: «La storia mi aveva incuriosito. Mi disse: ‘Andate a vedere come ha fatto i primi soldi’. Non aggiunse altro».

(Foto da archivio Ansa)