Walter Ricciardi è davvero la persona giusta per guidare l’ISS?

di Gianmichele Laino | 18/12/2017

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Il presunto conflitto d’interessi del presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi non è l’unico elemento che getta ombre sulla sua posizione di vertice nel massimo organo consultivo del ministero della Salute (nonché sulla sua nomina a membro italiano dell’Executive Board dell’Organizzazione mondiale della sanità). In diversi ambienti legati alla comunità scientifica, infatti, ci si interroga anche sulle competenze e sui titoli di Walter Ricciardi, specialmente in relazione al suo tanto decantato ruolo cardine nell’ambito dell’HTA.

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WALTER RICCIARDI CURRICULUM, LA PRESUNTA INNOVAZIONE NEL CAMPO DELL’HTA

Si tratta della sigla che sta per Health technology assessment, ovvero le valutazioni economiche e tecniche di ricercatori di enti pubblici fornite ai decisori politici per consentire loro di scegliere quali tecnologie e quali farmaci mettere a disposizione della popolazione. Amelia Beltramini, già caporedattrice di Focus, ha ricostruito sul suo blog spizzichiemozzichi.wordpress.com le esperienze di Ricciardi in questo settore.

Il presidente dell’Istituto superiore della sanità ha dichiarato – nella sua recente intervista al quotidiano Il Foglio – di aver inventato nel 2006 «un approccio metodologico che ha fatto il giro del mondo». L’esperta e stimata giornalista scientifica ha avviato un approfondito lavoro di ricerca per capire quale fosse questa innovazione nel campo dell’HTA. Innanzitutto ha verificato che le citazioni da parte di altri colleghi dei lavori di Ricciardi pubblicati nel 2006 – elemento determinante in ambito scientifico per giudicare la novità di una ricerca – sono troppo poche per indicare un «approccio metodologico innovativo». Ma nel 2006 Ricciardi ha concluso anche un altro lavoro, il libro bianco dell’HTA italiano del progetto Vihta (di cui Ricciardi è responsabile le scientifico), progetto di GlaxoSmithKline che «si fa promotore dell’iniziativa nella convinzione che dalla condivisione della metodologia di valutazione possano trarre vantaggio tutti gli attori del Sistema», quindi non effettuato per conto dei decisori pubblici, ma dell’interesse di una azienda farmaceutica.

WALTER RICCIARDI CURRICULUM, LO SPESSORE DELLA RIVISTA SCIENTIFICA CHE DIRIGE

Ma i dubbi circa la posizione di Ricciardi non si fermano qui. La sua rivista Italian Journal of Public Health IJPH, ad esempio, non rientra nel database Web of Science, quel grande contenitore online che raggruppa tutte le pubblicazioni con una qualche validità scientifica. Eppure, la rivista – fondata e diretta da Ricciardi – ha 14 anni di vita e dovrebbe rientrare nel radar della comunità scientifica, se fosse davvero degna di nota.

WALTER RICCIARDI CURRICULUM, UN CONFRONTO CON UN CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELL’ISS

Infine, Amelia Beltramini si è presa la briga di confrontare il suo curriculum con quello del primo in graduatoria nella lista stilata dall’ex ministro della Salute Renato Balduzzi per scegliere il predecessore di Ricciardi (di quella stessa graduatoria, poi, fu selezionato il quinto, Fabrizio Oleari, sostituito proprio da Ricciardi per iniziativa del ministro Beatrice Lorenzin).

In quella graduatoria, il più titolato – seguendo parametri di valutazione oggettivi – era Paolo Vineis, ordinario di epidemiologia all’Imperial College di Londra. Le sue pubblicazioni, fino al 2015, erano 886 contro le 332 di Walter Ricciardi, le citazioni di Vineis in altri lavori scientifici (parametro, come si diceva, fondamentale) erano 35.430 contro le 1730 dell’attuale presidente dell’ISS. Bisogna concludere dicendo che, mentre il ministro Balducci aveva avuto bisogno di una commissione di esperti per stilare quella graduatoria, il ministro Lorenzin ha nominato Ricciardi – prima commissario e poi presidente dell’ISS – di sua iniziativa. Per questo motivo, lo stesso commissariamento è stato successivamente giudicato illegittimo dal Tar Lazio che ha imposto un risarcimento del danno a favore di Oleari, mentre il Consiglio di Stato gli ha riconosciuto un ingiustificato danno di immagine.

Grazie al ruolo ricoperto ora da Ricciardi all’ISS, ha potuto creare l’ennesimo «centro nazionale di HTA», alla guida del quale ha messo Marco Marchetti (suo storico collaboratore) che con il denaro dei contribuenti e senza alcun preciso incarico, non fa altro che replicare funzioni già affidati da anni ad altri organi pubblici, come Agenas e AIFA.