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L’eccellenza italiana che muore, è fallita la storica azienda di cappelli Borsalino

Un’eccellenza del sistema produttivo italiano se ne va. È fallita la Borsalino, la storica azienda alessandrina di cappelli. Il tribunale di Alessandria ha infatti respinto la richiesta di concordato della Haeres Equita srl, la società dell’imprenditore svizzero Camperio, che gestisce l’azienda dopo l’affitto del ramo. A darne notizia oggi sono stati i sindacati, che hanno in programma nel pomeriggio un incontro con i curatori, Stefano Ambrosini e Paola Barisone, e i lavoratori.

È fallita la storica azienda di cappelli Borsalino

Il marchio di cappelli Borsalino ha 160 anni di vita. La produzione fu avviata nel 1857 da Giuseppe Borsalino in via Schiavina ad Alessandria. Veniva prodotto un particolare cappello in feltro che ha poi preso il nome, appunto, di borsalino. Quest’anno il Ministero dello Sviluppo Economico ha riconosciuto Borsalino tra le eccellenze del nostro sistema produttivo, dedicandole anche un francobollo. La manifattura dei borsalino è stata tramandata di generazione in generazione e rappresenta il vero patrimonio dell’azienda. Per produrre i vari modelli sono necessari decine di passaggi manuali e diverse settimane o addirittura mesi di lavorazione.

Quella respinta dal tribunale è la seconda richiesta di concordato, dopo quello che era stato revocato a dicembre 2016. «Abbiamo già chiesto un incontro con i curatori fallimentari e, nel pomeriggio, incontreremo anche i lavoratori», ha commentato il sindacalista Elio Bricola della Uil. «Per quel che sappiamo al momento – ha aggiunto – è ragionevole che i contratti del ramo d’affitto vadano comunque avanti, nell’interesse di tutti». I legali dell’azienda – secondo quanto appreso – stanno approfondendo il dispositivo del tribunale.

(Foto da archivio Ansa)