La ragazzina di 12 anni insultata dai compagni di classe perché mulatta

di Redazione | 17/12/2017

ragazzina insultata

Ancora uno spiacevole, inaccettabile, episodio di razzismo (e stupidità) tra i banchi di scuola: una ragazzina di 12 anni viene derisa e insultata dai compagni di classe perché mulatta. È quanto racconta oggi il quotidiano Il Mattino in un articolo a firma di Silvia De Cesare. La vicenda riguarda una giovanissima tornata a vivere a Salerno con la madre dopo aver vissuto 7 anni in Olanda, figlia di una 36enne che nella città campana è nata e cresciuta e di un americano con discendenze cubane. «Tuo padre è un vu cumprà», sono arrivati a dirle i coetanei. Da alcuni giorni non va a scuola. «Mi odiano tutti», ha raccontato.

La ragazzina insultata a scuola dai compagni di classe perché mulatta

L’episodio scatenante si è verificato lo scorso martedì, quando una supplente di matematica al momento dell’assegnazione dei compiti ha dispensato la ragazzina e una compagna cinese, per le loro difficoltà con la lingua e per non caricarle troppo, dallo studio di una pagina di scienze. La decisione dell’insegnante ha scatenato una reazione degli altri allievi, incuranti della necessità di agevolare le due compagne nell’apprendimento. È stato il via alle offese. La 12enne mulatta tornata dall’Olanda, è stata bersagliata ancora una volta di parole razziste per il suo colore della pelle. Ed inutile è stato ogni suo tentativo di difesa. «Io sono cubana», ha ripetuto la ragazzina. Ma gli insulti sono continuati senza sosta. La giovanissima  dice di essere derisa da inizio anno scolastico. Viene tacciata di essere un’immigrata. «Tuo padre vende i braccialetti sulla spiaggia», le dicono. E quando prova a reagire le capita anche di sentirsi rispondere: «La razzista sei tu». La docente, intanto, dice di non sapere nulla dell’accaduto. Ma, come racconta Il Mattino, ci sarebbero delle registrazioni audio dei ragazzi che raccontano gli episodi in classe senza fare misteri su circostanze e responsabili. A nulla è valsa anche ogni tentativo della madre.

(Foto di una scuola primaria da archivio Ansa)