orso polare moribondo
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E se la storia dell’orso polare moribondo fosse diversa da come è stata raccontata? | VIDEO

Sono state girate durante una spedizione di SeaLegacy sull’isola di Baffin in Canada. Il fotografo professionista Paul Nicklen le ha condivise sul suo profilo Facebook, lanciando l’allarme. L’orso polare moribondo che si vede nel video, secondo l’autore del filmato, sarebbe ridotto in queste condizioni impressionanti a causa del riscaldamento globale.

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Nel suo post ha scritto: «Tutta la squadra di Sea Legacy che era con me si è commossa ed ha provato forti emozioni mentre giravamo le immagini di un orso polare morente. La scena ti spezza il cuore e mi perseguita ancora, ma so che dobbiamo condividere sia le cose positive sia quelle drammatiche se vogliamo abbattere i muri dell’apatia». 

ORSO POLARE MORIBONDO, IL VIDEO GIRATO DA NICKLEN

ORSO POLARE MORIBONDO, L’OPINIONE DEL BIOLOGO

Il post di Nicklen ha avuto decine di migliaia di condivisioni ed è stato ripreso anche dal National Geographic. In pochissimo tempo è diventato l’emblema del riscaldamento globale e dei rischi che questo porterà al nostro pianeta. Tuttavia, la motivazione delle drammatiche condizioni in cui versava questo orso polare potrebbero essere diverse da come ce le hanno raccontate.

Il sito di debunking Valigia Blu ha riportato un articolo scritto dal quotidiano canadese National Post, che ha interpellato l’autorevole biologo Jeff Higdon. Secondo l’esperto, le condizioni dell’orso polare moribondo potrebbero non avere nulla a che fare con il riscaldamento globale: «Secondo la mia opinione – afferma Higdon -, è più probabile che abbia problemi di salute: l’orso sta soffrendo la fame, ma secondo me non è denutrito a causa dell’improvvisa scomparsa del ghiaccio che gli impedisce di cacciare foche, dal momento che gli orsi polari possono sopravvivere a lungo durante il disgelo estivo».

ORSO POLARE MORIBONDO, IL VIDEO È STATO GIRATO AD AGOSTO

Sempre il National Post ha sottolineato come queste immagini siano state girate dal team dell’organizzazione no-profit SeaLegacy che ha proprio lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del riscaldamento globale. Inoltre, la spedizione è stata effettuata proprio nel mese di agosto quando la temperatura più alta porta al naturale scioglimento dei ghiacci in quella regione.

Ovviamente, il riscaldamento globale resta un problema sul quale è opportuno discutere ed è opportuno anche sensibilizzare l’opinione pubblica affinché non sia percepito come distante e fuori dal dibattito politico attuale. Ma bisogna farlo nel modo giusto.