Non solo de Bortoli, anche il presidente Consob rivela: «Boschi chiedeva di Etruria…»

di Redazione | 14/12/2017

boschi non querela

Ultima puntata della telenovela su Maria Elena Boschi e il suo interesse (presunto o no) su Banca Etruria, l’istituto di credito (poi fallito) di cui suo padre è stato vicepresidente al momento del commissariamento. Dopo le rivelazioni dell’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli, che nel suo ultimo libro ‘Poteri forti’ ha parlato di una richiesta dell’allora ministra per le Riforme per il salvataggio della banca espresso all’ad di Unicredit Federico Ghizzoni, arrivano quelle del presidente uscente della Consob Giuseppe Vegas.

Etruria, il presidente Consob e l’interesse di Maria Elena Boschi per le sorti della banca

L’ex parlamentare di Forza Italia, alla guida dell’autorità amministrativa dal dicembre 2010, in audizione nella commissione di inchiesta sulle banche ha dichiarato di aver avuto modo di parlare su Etruria con la Boschi, che espresse, ha detto, «un quadro di preoccupazione perché a suo avviso c’era la possibilità che Etruria venisse incorporata dalla Popolare di Vicenza e questo era di nocumento per la principale industria di Arezzo che è l’oro». Vegas ha poi precisato: «Io le risposi che Consob non era competente» sulle scelte di aggregazione delle banche. E ancora: in quell’occasione – ha precisato Vegas – fu la ministra «che chiese di vedermi e venne a Milano». A chi gli chiedeva se avesse affrontato il tema di Etruria in altri momenti, Vegas ha detto che «Boschi mi disse in un’altra occasione che suo padre sarebbe diventato vicepresidente».

Etruria, la replica di Maria Elena Boschi: «Mai e poi mai ho fatto pressioni»

Le dichiarazioni hanno immediatamente innescato reazioni politiche. Un commento è arrivato anche dalla Boschi. «Anche oggi ricevo attacchi dalle opposizioni sulla vicenda Banca Etruria. Confermo per filo e per segno tutto ciò che ho detto in Parlamento due anni fa. Tutto. Chi mi chiede le dimissioni perché avrei mentito in Parlamento deve dirmi in quale punto del resoconto stenografico avrei mentito. E i giornalisti hanno il dovere di indicare il passaggio in cui avrei mentito al Parlamento.
Ho incontrato più volte il presidente della Consob in varie sedi come ho incontrato altri rappresentanti istituzionali: mai e poi mai ho fatto pressioni. Mai. Non è giusto subire aggressioni sul nulla, ma non mi fanno certo paura. E voglio che tutti sappiano la verità. Dopo due anni di strumentalizzazione adesso basta. Ho chiesto a Lilli Gruber di ospitarmi stasera a Otto e Mezzo insieme a Marco Travaglio».

 

 

Nel suo libro, uscito in primavera, de Bortoli ha raccontato che la ministra nel 2015 «non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit» e che «chiese a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria». E poi: «Ghizzoni incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere». Boschi ha sempre smentito quanto scritto da de Bortoli sostenendo di non aver mai fatto pressioni per salvare la banca. Pochi giorni fa ha anche annunciato un’azione legale nei confronti del giornalista, dopo aver evitato però nei mesi precedenti di presentare una querela per diffamazione che lei stessa aveva inizialmente annunciato.

 

 

«Ho firmato oggi – ha annunciato il 4 dicembre su Facebook – il mandato per l’azione civile di risarcimento danni nei confronti del dottor Ferruccio de Bortoli. A breve procederò anche nei confronti di altri giornalisti. Mi spiace dover adire le vie legali contro alcuni giornalisti, non lo avevo mai fatto prima. Nemmeno in presenza di affermazioni evidentemente diffamatorie. Ma credo che sia ormai necessario farlo perché sulla verità dei fatti si pronunci un tribunale in nome della legge». Una risposta di de Bortoli non si è fatta attendere, da Twitter: «Mi aspettavo l’annunciata querela per diffamazione, che non è mai arrivata. Dopo quasi sette mesi apprendo che l’onorevole Boschi mi farà causa civile per danni. Grazie».

(Foto: ANSA / MAURIZIO DEGL’INNOCENTI)