lavorare giorni festivi
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Ma quanto vale lavorare nei giorni festivi?

Sta diventando un tema nel dibattito politico. Con i 5 stelle schierati per la chiusura festiva. Ma quanto vale tenere la saracinesca del proprio negozio sollevata di domenica? Con la liberalizzazione del commercio del governo Monti l’apertura festiva vale ancora molto. Oggi La Repubblica, in un pezzo a firma di Ettore Livini, prova a stimare il valore delle aperture nei giorni festivi.

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QUANTO VALE LAVORARE NEI GIORNI FESTIVI

Per un ipermercato, per esempio, si parla del 20 per cento di vendite in più rispetto a un giorno feriale. In generale si tratta di nove miliardi di entrate l’anno. «Obbligarci a chiudere sarebbe una follia — ha spiegato al quotidiano Giovanni Cobolli
Gigli, presidente di Federdistribuzione — Il mondo è cambiato. Amazon e i siti di e-commerce sono aperti 24 ore su 24 e sette giorni su sette».  «Se vogliono bloccare noi — aggiunge Mario Resca, numero uno di Confimprese — allora devono chiudere anche bar e ristoranti, aeroporti e autostrade».
In Italia circa 4,2 milioni di italiani lavora in giornate festive.
Oltre 688mila operano nel turismo e nella ristorazione, tanti nella pubblica amministrazione (medici, pompieri e soldati). E per i negozi? Vale il 17 per cento  delle vendite settimanali.

I LAVORATORI FESTIVI IN EUROPA

Non solo. In Italia si dibatte ma nel resto d’Europa le cifre dei lavoratori anomali cresce. La media europea è del 30 per cento mentre da noi si viaggia sul 24. In Svezia si parla del 47 per cento dei dipendenti attivi contro una Germania ferma solo al 22 per cento.
L’Ungheria ha abolito per decreto nel 2015 le domeniche lavorative, reintroducendole l’anno seguente in vista di un referendum chiesto dai consumatori.

(in copertina foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)