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Everardo Dalla Noce, la scomparsa del giornalista-tifoso nell’anno della Spal in Serie A

di Gianmichele Laino | 12/12/2017

Everardo Dalla Noce

L’uscita di scena, nell’anno in cui la Spal è tornata in Serie A. Il giornalista Everardo Dalla Noce, storico sostenitore della formazione di Ferrara, è morto all’età di 89 anni. Il suo volto, reso celebre dai collegamenti dalla Borsa di Milano per il Tg2, e la sua voce, prestata per anni alla trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto, mancheranno a tutto il mondo del giornalismo.

EVERARDO DALLA NOCE, IL CORDOGLIO DELLA SPAL

EVERARDO DALLA NOCE, LA CARRIERA DA GIORNALISTA

Everardo Dalla Noce era stato anche inviato della trasmissione Quelli che il calcio, condotta da Fabio Fazio. La sua collaborazione andò avanti dal 1993 al 1997. Celebri i suoi collegamenti dal «terrazzo di casa sua». Personalità eclettica e di spessore culturale, riusciva a rendere interessanti e accattivanti anche i collegamenti – piatti per antonomasia – dalla Borsa di Milano. Famosa restò la sua affermazione all’indomani dell’annuncio della fine della Guerra del Golfo: «C’è un’antica regola di borsa: quando un grande evento finisce, il mercato si assesta».

Dopo un passaggio al TG5 – venne licenziato da Enrico Mentana perché aveva fatto una comparsa all’interno di uno spot della Fiat – intraprese la carriera di presidente federale, arrivando a ricoprire il ruolo di vertice della Federazione Italiana Baseball Softball: l’avventura durò soltanto nove mesi, dopo i quali presentò le dimissioni con chiaro intento polemico.

Non solo lo sport e l’economia all’interno della sua ricchissima carriera da giornalista: Everardo Dalla Noce, infatti, curò per diverso tempo la rubrica d’arte de Il Sole 24 Ore. Gli aneddoti sulla sua presenza in televisione raccontano di feroci prese in giro a causa delle sue cravatte sbagliate. Alla vigilia della sua avventura a Quelli che il calcio, si espresse così: «Sa cosa mi piace di più di questa nuova trasmissione di RaiTre? Che finalmente non devo mettermi più la cravatta. Io non ho mai dato importanza alla moda, aprivo l’ armadio e la prima che capitava andava bene. Non è colpa mia se non le ho mai sapute scegliere. La televisione del 2000 è dalla mia parte».