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Walter Ricciardi e la consulenza alla Novartis sul vaccino anti-meningococco B (poi inserito nel calendario vaccinale)

C’è un aspetto della Dichiarazione di Interessi depositata presso la Commissione Europea dal presidente dell’Istituto superiore della sanità Walter Ricciardi che salta subito agli occhi. Si tratta della sua consulenza alla Novartis riguardante il vaccino contro il meningococco B, oggi un vaccino fortemente raccomandato, secondo quanto scritto all’interno del Piano nazionale vaccinale.

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VACCINO ANTI-MENINGOCOCCO B: LA CONSULENZA

Nel 2014 l’Istituto superiore di sanità viene chiamato dal ministero della Salute a condurre un’istruttoria tecnico-scientifica (CONSULTALA QUI), su richiesta delle regioni, «per fornire ai decisori elementi condivisi per valutare l’opportunità di includere il nuovo vaccino antimeningococco B nel calendario vaccinale».

Per il vaccino hanno partecipato alla fase pre-registrativa 7500 fra bambini, adolescenti e adulti. La reazione avversa più frequente è stata la febbre, riportata dal 69-79% dei bambini che facevano contemporaneamente anche l’esavalente. L’Istituto superiore di sanità spiega che «al momento non sono disponibili dati sufficienti sulla frequenza di reazioni avverse». L’Italia presenta «un’incidenza di malattia invasiva da meningococco più bassa rispetto agli altri Paesi europei», ma si tratta «di una patologia con un alto tasso di letalità e rischio elevato di complicanze».

VACCINO ANTI-MENINGOCOCCO B: COSA SUCCEDE IN EUROPA

Attualmente il vaccino contro il meningococco B è raccomandato, oltre che in Italia, anche in Austria, Repubblica Ceca, Irlanda e Gran Bretagna (VEDI QUI). Al momento del rapporto dell’ISS, il vaccino era raccomandato però soltanto in Gran Bretagna. Fu proprio questo Paese – in particolare la commissione congiunta su vaccini e immunità, la JCVI, un comitato indipendente di esperti che opera per conto del ministero della Salute inglese – a segnalare «una mancanza di evidenza dell’efficacia del vaccino». Nonostante i dati degli studi clinici «troppo limitati», «la gravità della malattia nei bambini e negli adolescenti» portò poi alla decisione di adottarlo (APRI IL DOCUMENTO DEL GOVERNO UK PER APPROFONDIRE).

Altri Paesi, come Germania e Spagna, hanno sì valutato di utilizzare il vaccino, ma solo in presenza di focolai epidemici o per singoli ad alto rischio di contrarre la malattia. Anche l’Istituto superiore di sanità si era espresso favorevolmente verso l’uso del vaccino «nel corso di focolai epidemici e sull’offerta a gruppi ad alto rischio di contrarre la malattia (ad esempio i soggetti immunodepressi)», mentre era più cauto sulla vaccinazione di massa, per la quale si sarebbe resa necessaria la «conduzione di un’indagine finalizzata a comprendere la percezione dei genitori sulla gravità della malattia e l’eventuale accettabilità della vaccinazione». In particolare, sempre la nota dell’Istituto superiore di sanità segnala che «l’incremento delle sedute vaccinali conseguente all’introduzione del vaccino antimeningococco B potrebbe avere ripercussioni sull’accettabilità e sull’adesione della vaccinazione da parte dei genitori». Anche perché, se co-somministrato coi vaccini di routine, «aumenta considerevolmente la probabilità di febbre, per cui è consigliato l’utilizzo profilattico del paracetamolo». Inoltre, visto che il vaccino contro il meningococco B è sotto monitoraggio addizionale, «le Regioni/Asl che offrono la vaccinazione dovrebbero prevedere un sistema di sorveglianza attiva per monitorare le reazioni avverse alla vaccinazione». Attività che fa praticamente soltanto la regione Veneto.

Il Piano nazionale sui vaccini firmato anche da Walter Ricciardi ha inserito il vaccino contro il meningococco B nel calendario vaccinale, nonostante le criticità espresse proprio dall’Istituto di cui Ricciardi è presidente. È lecito aspettarsi che decisioni sanitarie così importanti siano prese da persone che non abbiano o non abbiano avuto alcun tipo di interesse. E’ così per Walter Ricciardi e il vaccino contro il meningocco B?