bufala di Alfio
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La bufala di Alfio, il ragazzo calabrese che mette incinta fidanzata, madre, zia e sorella di lei

Una storia troppo assurda per essere vera: un 23enne calabrese mette incinta la ragazza 19enne. Lei ha paura di fare sesso in gravidanza, lui non resiste più e la suocera, per evitare che tradisca la figlia, gli offre di sfogare con lei i suoi bollenti spiriti. Resta incinta anche lei. Il copione si ripete con la zia della ragazza (sorella della madre) e infine anche con la sorellina della 19enne. Alfio, il campione di fertilità (e di infedeltà), fuggito via dal paese per i sensi di colpa, avrebbe raccontato la sua storia al sito sky24ore.it, che non ha niente a che fare con la pay tv di Murdoch ed è semplicemente un blog che diffonde storielle inventate e divertenti.

La bufala di Alfio in realtà era già circolata nel 2015, come rivela il sito di debunking Butac, e il 18 novembre scorso il sito di fake news l’ha semplicemente ripresa, con tanto di dichiarazioni del giovane prodigioso. Fin qui, cose che capitano in rete. Il problema sorge quando la storiella sbarca sull’etere: a raccontarla è Luciana Littizzetto durante la puntata di sabato mattina del programma La bomba, su Radio DeeJay. La comica dice chiaramente che “sembra proprio una storia inventata” e non menziona alcuna fonte della notizia. Ai giornali, però, a quanto pare basta il fatto che l’abbia raccontata lei per accreditarla.

LA BUFALA DI ALFIO, DALLA RADIO AI GIORNALI

Così dall’etere la bufala di Alfio rimbalza in rete, ma questa volta non su blog di fake news, ma su testate giornalistiche. Ci casca il Mattino, che in un articolo dal titolo “Mette incinta la fidanzata, poi la madre, la zia e la sorella di lei: la storia di un 23enne calabrese diventa virale” cita come fonte la Littizzetto in radio e non avanza alcun dubbio sulla veridicità dell’assurda saga familiare. Fa lo stesso Libero Quotidiano, che per rendere ancor più piccante la bufala di Alfio aggiunge pure “porno” nel titolo del pezzo. Il sito del quotidiano free press Leggo addirittura assicura “non è una barzelletta, ma una storia vera”.

Altri giornali creano il giallo: “Bufala o verità?”, si chiede il Corriere dell’Umbria, ripubblicando la bufala di Alfio. Dagospia la riprende, ma nel titolo la bolla come falsa: “Le fake news che ci piacciono”. La storiella è diventata davvero virale nei giorni scorsi: una veloce ricerca su Google permette di capire quanti siti e – ahi noi! – quante testate giornalistiche l’abbiano ripresa, citando Luciana Littizzetto, che – oltre a premettere che si trattava probabilmente di un falso – conduce un programma satirico, che non può essere certo considerato una fonte attendibile. Se non fossero bastati l’ascolto del podcast e il buon senso, una velocissima verifica in rete avrebbe permesso a chiunque di trovare la fonte originaria della bufala di Alfio e spazzare ogni dubbio sulla sua veridicità.