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Grasso non ha mai parlato di «foglioline» con toni sessisti presentando il simbolo di Liberi e Uguali

Sembra davvero una polemica sterile quella che si sta scatenando intorno a Pietro Grasso e alla presentazione del logo della nuova formazione di sinistra Liberi e Uguali. In molti, infatti, stanno accusando il presidente del Senato di aver pronunciato una frase sessista, perché avrebbe assimilato le donne alle tre foglioline che compaiono all’interno del simbolo. E l’hashtag #foglioline in poco tempo è diventato di tendenza su Twitter.

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LE PAROLE DI GRASSO SULLE FOGLIOLINE NON HANNO NULLA DI SESSISTA

Pietro Grasso ha presentato il logo di Liberi e Uguali nel corso della trasmissione di Fabio Fazio Che Tempo Che Fa e le sue parole sono state esattamente queste: «C’è l’alternanza liberi/libere – ha detto Grasso mostrando il simbolo alle telecamere – perché noi abbiamo come elemento fondante la parità di genere. Le foglioline accanto alla I che danno l’idea dell’ambiente e vanno a formare questa E che dà la possibilità di individuare le donne come elemento fondante della nostra formazione politica».

Nessun riferimento, dunque, a «foglioline» come un fastidioso diminutivo – accostato da qualcuno a «veline» o «meteorine» -, anzi. Chi conosce bene gli ambienti dove si tiene molto a sottolineare la parità di genere, sa benissimo che nei comunicati, negli appelli, nelle lettere aperte, solitamente si usa mettere un asterisco per sottolineare proprio la neutralità dell’aggettivo (ad esempio, liber* per indicare ugualmente liberi e libere, car* per indicare caro e cara, e via dicendo).

LE FOGLIOLINE DEL SIMBOLO SONO UN RICHIAMO ALL’AMBIENTE

La trovata grafica del nuovo movimento di sinistra, invece, tende a sottolineare proprio questo concetto ma in una maniera più elegante, trasformando una I in una E e facendo leggere in trasparenza sia il genere maschile, sia il genere femminile. Inoltre, come sottolineato dallo stesso presidente del senato Pietro Grasso, le «foglioline» sono un richiamo alla sensibilità dei temi ambientali che la nuova formazione di sinistra vuole evidenziare.

Insomma, nessuna gaffe sessista, ma soltanto interpretazioni parziali e faziose di parole che – poiché sono state pronunciate in prima serata, sotto gli occhi di milioni di italiani – non possono assolutamente essere fraintese. Eppure, c’è chi ha provato a sollevare ugualmente il polverone.

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