gelicidio
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Cos’è il «gelicidio», la parola che abbiamo scoperto leggendo i giornali

In principio fu la bomba d’acqua, poi arrivò la tempesta di calore, infine il gelicidio. È proprio quest’ultimo il fenomeno atmosferico estremo che l’Italia intera sta scoprendo in queste ultime ore. O, meglio, che forse sta leggendo sui giornali per la prima volta. Perché, in fondo, il fenomeno è sempre esistito, anche se lo chiamavamo in maniera diversa.

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GELICIDIO, COSA SIGNIFICA?

La definizione di gelicidio riguarda un particolare fenomeno atmosferico che, specialmente nella Pianura Padana, è stato molto frequente anche in passato. Quando ad alta quota si verificano delle precipitazioni nevose, ad altezze più basse – con temperature maggiori – la neve si fonde in pioggia. Tuttavia, può capitare che – a causa delle escursioni termiche prossime al suolo – la temperatura del terreno o dell’asfalto possa essere più bassa rispetto a quella percepita nell’aria. Per questo motivo l’acqua, toccando il suolo, si cristallizza, andando a formare una patina di ghiaccio.

Ecco spiegato quel manto bianco e scivoloso che si va a formare sul suolo anche quando dal cielo la neve non cade. Gli esperti di meteo, appunto, lo definiscono «gelicidio» e, complice l’ondata di maltempo che in queste ore sta attraversando l’Italia – con forti nevicate e allerta rossa nelle regioni settentrionali -, i notiziari del tempo atmosferico, le previsioni e gli articoli di giornale stanno facendo un ampio uso della parola in questione.

MA IL GELICIDIO È DAVVERO UN FENOMENO NUOVO?

Un modo diverso – o ascoltato raramente fino alle ultime 24 ore – che però indica un fenomeno che, per quanto anomalo, non è del tutto infrequente. Specialmente in alcune aree pianeggianti immediatamente a ridosso delle montagne o nelle fondovalli. Certo, bisogna fare molta attenzione: lo strato di ghiaccio causato dal gelicidio è piuttosto insidioso sia per chi cammina a piedi, sia per chi percorre le strade con le automobili.

FOTO: Daniel Karmann/dpa

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