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Paolo Barnard parla, al condizionale, di molestie e ricatti sessuali all’interno del M5S

M5S e Harvey Weinstein sono stati associati da Paolo Barnard in un lungo post sul sito dell’ex giornalista di Report, in cui si afferma, al condizionale, di un presunto scandalo sessuale all’interno del primo partito italiano secondo i sondaggi. I sospetti lanciati da Barnard appaiono gravissimi, e fondati su testimonianze che egli stesso mette in discussione, sin dal titolo del suo pezzo: UN ALLARME NECESSARIO, COL CONDIZIONALE: M5S e RICATTI SESSUALI?.

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PAOLO BARNARD PARLA DI MOLESTIE SESSUALI NEL M5S

L’ex commentatore della Gabbia rimarca di non poterle rivelare perché tradirebbero immediatamente la sua fonte, una insider del M5S, e inoltre egli stesso ritiene che possano non essere vere. «Ho pubblicato questo articolo per scrupolo di coscienza, non per diffamare. Io ho la massima disistima di tutto il Partito-Azienda Casaleggio-Grillo e dei grillini… Ma dico qui che, davvero, io ho la speranza che quanto sopra sia solo una maldicenza, perché porcherie presunte di questo genere le diamo per scontate nella politica italiana dal 1948, ma non nei 5S. Tuttavia a questo livello molto alto di testimone, e con fatti presunti così devastanti, un reporter non può stare zitto, deve lanciare un allarme, coi condizionali. E mentre indaga oltre, deve però invitare subito eventuali vittime di ricatti sessuali nel 5S a farsi sentire, o eventuali testimoni di corruzione/concussione sessuale a rompere l’omertà, che la Insider dà per dilagante nel 5S». La premessa di Barnard è indispensabile per riferire una simile notizia, molto presunta. Sul profilo Facebook di Barnard il giornalista ha ripetuto i concetti già espressi nel post a chi gli chiedeva di mostrare le prove, come in questo commento. «Primo non è una notizia, la notizia ha certezza e l’ho scritto chiaro. Secondo le prove sembrano esserci ma non sono usabili per i motivi detti e questo non è un processo».

 

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Come rimarcato da Paolo Barnard, il sistema di ricatti sessuali nel M5S descritto nel suo post è oggettivamente diffamatorio. Riteniamo opportuno riferire questi voci come una indiscrezione, che però potrebbero essere falsità. Come appaiomo, in realtà. Per questo motivo preferiamo  non riportare le frasi scritte dall’ex giornalista di Report, ma solo descrivere ciò che riporta, oltre a linkare il suo post. Barnard ipotizza un possibile caso Weinstein, e lancia un appello al M5S per chiarire le testimonianze, o le calunnie, che gli sono state riferite. Nessun esponente dei 5 Stelle ha per ora risposto al post di Paolo Barnard, a più di 24 ore dalla sua pubblicazione. Sul profilo Facebook dell’ex giornalista di Report sono quasi duecento le condivisioni. Come rimarca anche egli stesso, si potrebbe trattare di una voce fasulla messa in giro – Barnard è un nome piuttosto apprezzato in una parte della base M5S – per danneggiare i 5 Stelle. In testa ai sondaggi come primo partito italiano, anche se dietro al centrodestra come area politica, queste dicerie potrebbero esser state messe in circolazione per danneggiare la candidatura di Luigi Di Maio alla presidenza del Consiglio.

Foto copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI