Foglio di via da Pistoia per un 72enne vittima di Banca Etruria, “reo” di aver contestato Renzi

di Redazione | 06/12/2017

contestato Renzi

Ha contestato Renzi a Pistoia e per questo il Comune toscano gli ha notificato un foglio di via. «Lei è da ritenersi persona pericolosa per la sicurezza pubblica» si legge nell’atto d’avviamento delle procedure per allontanare dal territorio comunale Angiolino Campigli, pensionato classe 1945, vittima di Banca Etruria. Al 72enne residente a Lamporecchio, un comune in provincia di Pistoia, il documento è stato notificato il 27 novembre scorso e ora l’anziano ha 10 giorni di tempo per presentare il ricorso. Mossa che ha tutte le intenzioni di fare, come spiega alla Gazzetta di Pistoia.

HA CONTESTATO RENZI A PISTOIA, IL COMUNE NON LO VUOLE PIÙ

«Non ho fatto assolutamente nulla per cui debba essere definito un pericolo per l’ordine pubblico», racconta Campigli al quotidiano locale, ribadendo più volte di non aver mai avuto problemi con la giustizia. «Ho contestato Renzi quando è venuto a Pistoia, perché ho perso dei soldi nella questione Banca Etruria». Dei 100.000 euro persi inizialmente per fortuna al 72enne è stato restituito circa l’80 per cento. «Ma solo perché rientravo nei giusti parametri, ad altri non hanno restituito il becco di un quattrino», precisa lui. Così insieme ad «alcuni amici, anche loro truffati, abbiamo voluto cominciare a contestare Renzi. Lo abbiamo fatto a Pistoia, a Rignano, a Laterina. Contestammo la Boschi alla festa dell’Unità dello scorso anno a Santomato. Il tutto in modo assolutamente pacifico e senza far del male a nessuno».

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FOGLIO DI VIA A UNA VITTIMA DI BANCA ETRURIA CHE HA CONTESTATO RENZI

Anche a Pistoia le cose sembravano andare come al solito. «Quel venerdì – racconta Angiolino Campigli – mi trovavo nei pressi della nuova questura di Pistoia. Mi si fanno incontro due uomini della Digos, mi chiedono di favorire i documenti, io glieli mostro, loro fanno una fotografia alla mia carta di identità e mi invitano ad aspettare lì. A quel punto mi fu chiesto di mostrare cosa avessi nel sacchetto che portavo con me. Feci vedere un megafono. Mi chiesero se avessi intenzione di usarlo e, quando risposi di sì, mi fu intimato di consegnarlo a loro. Per le successive due ore sono stato in compagnia degli agenti. Non mi hanno lasciato un attimo. Ho solo potuto urlare quando è passato il furgone con i vetri oscurati dove stava Matteo Renzi. E tutto è finito lì».

Eppure qualche giorno dopo il 72enne si è visto notificare l’atto di via, arrivato – oltre che a lui – anche a una seconda persona residente a San Miniato, in provincia di Pisa. «Sinceramente a passare da delinquente proprio non ci sto – ha commentato Campigli – e presenterò quanto prima un memoriale difensivo in cui spiegherò la mia versione».

 

Foto copertina: Il ‘funerale del risparmio’ celebrato dagli ex obbligazionisti di Banca Etruria a Rignano sull’Arno, paese del premier Matteo Renzi: alcune decine di persone riunite nel comitato ‘Vittime del Salvabanche’ stanno sfilando nel centro del paese, 20 febbraio 2016. ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI