La fine di Bobb Alagie, il migrante colpito in bocca dal gestore del Centro di accoglienza

di Redazione | 01/12/2017

Bobb Alagie

Chiedeva di essere visitato da un medico, ha finito per ricevere un colpo di pistola dall’imprenditore che gestiva il Centro di accoglienza, Carmine Della Gatta. È miracolosamente sopravvissuto, ma ora Bobb Alagie, un richiedente asilo del Gambia di soli 19 anni, è solo, non può parlare, né mangiare. Ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli da 20 giorni (il tentato omicidio risale al 10 dicembre), sarebbe sulla carta dimesso dai sanitari. Al suo fianco ci sono solo i due avvocati che lo assistono gratuitamente, Hilarry Seddu e Antonella Marfella, e alcuni attivisti dell’Associazione 3 febbraio. A fargli compagnia anche quel dolore alla spalla che gli è quasi costato la vita.

La storia di Bobb Alagie ha dell’incredibile e lascia un senso di ingiustizia davvero profondo. La racconta su Repubblica Conchita Sannino, che è andata a trovare il giovane richiedente asilo in ospedale.

Non parla più e può solo ingoiare cibi liquidi, senza masticarli. Un litro di latte e sei omogeneizzati sul tavolo. Questo giovanissimo uomo alto e sottile, ora, è come un lattante: può solo bere. Ha una tuta da ginnastica che copre fratture e piaghe sul corpo. La sofferenza di stare su una barella, seppur in una stanza singola “per motivi di sicurezza”. Ma soprattutto il volto di un adolescente terrorizzato. Che non può parlare: né esprimere dolore o chiedere giustizia nella sua lingua. Eccolo Bobb Alagie, 19 anni, dal Gambia. Colpito a freddo da un imprenditore-pistolero. Per ira, per ritorsione, per lesa maestà. Ridotto in grave inabilità.

Perché Carmine Della Gatta, l’imprenditore che gestiva il Centro di accoglienza “La Tenda” di Gricignano, nel casertano, ha sparato a Bobb Alagie? All’inizio l’uomo ha raccontato di aver agito per legittima difesa, dopo una colluttazione. Una versione che non ha convinto il Gip del Tribunale di Napoli Nord, che gli ha contestato il tentato omicidio: Della Gatta all’inizio ha avuto la custodia cautelare in carcere, ora è agli arresti domiciliari a casa. «Dove – scrive Conchita Sannino – con singolare tempismo, sono piovute le dichiarazioni di totale solidarietà – senza neanche un velo di imbarazzo – di sindaco e vicesindaco di Gricignano».

LA VERSIONE DI BOBB ALAGIE, COLPITO IN BOCCA DALL’IMPRENDITORE DEL CENTRO DI ACCOGLIENZA

La versione che Bobb Alagie racconta a Repubblica è molto diversa da quella di Della Gatta: «Sono andato nell’ufficio del Centro, ho protestato, chiedevo di tornare in Gambia», scrive il ragazzo, che a causa del proiettile conficcato tra le vertebre cervicali non può più parlare. «Ero arrabbiato. Non mi fidavo più, ho troppo dolore alla spalla, la destra: la vede come si muove l’osso? Continuavano a dirmi: domani ti portiamo in ospedale, ti facciamo curare, ma niente. Allora ho preso tutte le mie cose». «Hai appiccato il fuoco?», gli chiede la giornalista. L’avvocato risponde che non ci sono riscontri in questo senso. «Poi arriva The italian guy – prosegue il ragazzo, riferendosi a Della Gatta – grida. Mi ha minacciato. Mi ha sparato».

Il colpo che ha colpito Bobb Alagie pare sia partito dalla bocca. Non ci sono fori di entrata, infatti. «Quell’uomo voleva giustiziare un ragazzo perché osava chiedere cure. Sono passati venti giorni, ha superato un pericolo di morte, e ancora, queste cure, noi stentiamo a trovarle», spiega indignato il suo avvocato, Hilarry Seddu. Non sono solo le cure a mancare al giovane richiedente asilo, ma qualsiasi ombra di solidarietà e sostegno, come argomenta Conchita Sannino:

Non una visita di un parlamentare, di un movimento. Zero: nel paese degli schieramenti elettorali che litigano su Ius Soli, che si azzuffano sui temi dell’accoglienza, sulla necessità di “aiutarli”, qui o a casa loro. Dalla prefettura di Caserta, ancora nessuna comunicazione o trasferimento in una struttura sanitaria. Niente neanche dal Palazzo di Giustizia, visto che Bobb è vittima di un tentato omicidio. Persino dal consolato del Gambia, a Milano, cui l’avvocato Seddu ha scritto un paio di volte, cortesia e nessun atto concreto.

Foto copertina: ANSA/CESARE ABBATE