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«Perché a quattro mesi dal decreto Lorenzin, l’Aifa non ha rinegoziato il prezzo dei vaccini?»

Paola Taverna ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla mancata rinegoziazione del prezzo dei vaccini da parte dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, a quattro mesi dall’approvazione del decreto Lorenzin. La procedura avrebbe permesso di contenere i costi per lo Stato, come ha spiegato la senatrice del Movimento 5 Stelle:

“Quali sono le ragioni che hanno portato alla mancata negoziazione di Aifa sul prezzo dei vaccini, prevista espressamente dalla legge sull’obbligo approvata lo scorso 31 luglio? A distanza di circa quattro mesi dall’entrata in vigore della Legge sull’obbligatorietà dei vaccini non ci risulta che l’Aifa abbia avviato alcuna procedura di negoziazione per la fissazione dei prezzi dei vaccini. Se la mancata negoziazione sarà confermata, avrà causato un rilevante danno per le casse pubbliche, dal momento che la negoziazione produce una riduzione dei prezzi dei vaccini alla luce dell’incremento degli acquisti necessari per attuare la suddetta normativa”.

L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI PAOLA TAVERNA SULLA MANCATA RINEGOZIAZIONE DEL PREZZO DEI VACCINI

L’interrogazione parlamentare depositata da Paola Taverna è rivolta ai ministeri della Salute e delle Finanze, come precisa il Quotidiano Sanità.

“Nel caso la mancata rinegoziazione venga confermata, chiedo anche ai ministri Lorenzin e Padoan l’entità del danno che avrebbe prodotto tale omissione e quale misura urgente intenderebbero assumere per porre rimedio a un vulnus che potrebbe aver determinato un ingente danno erariale”.

La senatrice del Movimento 5 Stelle ricorda anche che la rinegoziazione del prezzo dei vaccini era prevista anche dal decreto Lorenzin, proprio per evitare che le aziende farmaceutiche potessero speculare sull’introduzione dell’obbligatorietà. La Taverna nella sua interrogazione, ricorda anche il parere dell’AGCOM:

“Questa mia richiesta di chiarimenti nasce anche delle conclusioni cui è giunta, già nel 2016, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato a seguito dell’Indagine conoscitiva sui vaccini per uso umano. In quella occasione infatti l’Autorità aveva rilevato che, nell’ambito del mercato dei vaccini, vi sono forti carenze informative su costi e prezzi dei prodotti e che sarebbe necessaria una maggiore trasparenza informativa, a partire dalla più agevole disponibilità dei dati di aggiudicazione delle gare di appalto. L’obbligo di rinegoziazione inserito nella Legge 119 era proprio finalizzato a evitare possibile fenomeni speculativi da parte delle aziende farmaceutiche in occasione della notevole estensione del numero delle vaccinazioni obbligatorie. Governo e Ministro della Salute devono rendere conto di come stiano realmente le cose”. 

 

Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI