Come fare il test dell’Hiv

di Redazione | 01/12/2017

test hiv

In occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS vi spieghiamo come un piccolo prelievo di sangue o un tampone salivare possono verificare la sieropositività o meno all’HIV. Il test è spesso gratuito ed è sempre anonimo.
Come farlo?

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COME FARE IL TEST HIV: TEST SALIVARE

Ci sono vari modi. L’associazione Anlaids, ogni primo venerdì del mese, offre gratis il test salivare Easytest, in grado di dare la risposta in appena 20 minuti. Quest’anno l’iniziativa viene proposta anche per il 1 dicembre.
Per informazioni, visita il sito www.easytest.it. E no, l’Aids non si contagia con la saliva. Se il test salivare è positivo non c’è ancora conferma dell’avvenuto contagio. In caso di positività bisogna effettuare il test del sangue.

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COME FARE IL TEST HIV: TEST DEL SANGUE

Con un banale prelievo si verifica in tutti i laboratori di analisi. Il test di regola è gratuito e riservato, anche se spesso c’è un  pagamento del ticket e/o esibizione della tessera sanitaria. Rivela la presenza nel sangue di anticorpi “anti-HIV”, prodotti dall’organismo per contrastare il virus. Consulta il sito Uniti contro l’aids. Puoi effettuare il test presso i Centri Riferimento Hiv/Aids delle Asl e degli ospedali, i centri di cura delle I.S.T. (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e i centri prelievi accreditati. Le modalità di accesso cambiano di struttura in struttura. A volte basta presentarsi direttamente per il prelievo, ma in alcuni casi è necessario prenotarsi. Il sito dell‘associazione Lila può chiarivi ogni dubbio.

guarda il video tutorial (Test Hiv)

TEST HIV: TUTTI I DUBBI

Chi deve fare il test dell’HIV? Chiunque, sia le persone sessualmente attive, ma anche chi (anche se non ha avuto rapporti a rischio) sta in una relazione stabile e magari progetta una gravidanza.

Quando si può fare il test HIV? In qualsiasi momento. C’è però una informazione da non trascurare. Gli anticorpi anti-HIV generalmente compaiono dopo 1-2 mesi dal contagio, a volte anche tre mesi dopo. Quindi, se si ha qualche timore, è bene fare il test al terzo e dopo il sesto mese dall’ultimo rischio di contagio.

Come fa il test Hiv ad esser anonimo? Anzitutto l’analisi viene fatta solo sotto consenso del diretto interessato. Il risultato viene comunicato solo alla persona che lo ha fatto. Esiste anche un servizio di counselling nei vari centri sparsi d’Italia che offrono informazioni e supporto al paziente.

Ma a che mi serve fare il test se non ho dubbi? Ma come! Se il contagio con l’Hiv viene individuato nelle sue prime fasi si può adottare la migliore cura per avere una vita con meno problemi possibili. Non solo: saperlo prima permette di non peggiorare nella malattia dell’Aids. Se preso in tempo il contagio si può tenere sotto controllo, migliorando così l’aspettativa di vita. Dall’Hiv non si guarisce ma affrontarlo il più presto possibile aiuta a viver nel miglior modo possibile.

 

Ricordate: l’unica modalità di trasmissione dell’HIV è con sangue infetto, rapporti sessuali non protetti (ovvero senza condom) e la trasmissione da madre a figlio.

Perché nei test c’è la sigla Hiv-1 e Hiv-2? I test li rileva entrambi?
Hiv-1 e Hiv-2 sono due differenti ceppi del virus: il primo è il più diffuso nel mondo; il secondo è meno diffuso e meno patogeno e si trova perlopiù in Africa occidentale. I test attualmente in uso sono in grado di rilevare entrambi.

ESISTONO ALTRI TIPI DI TEST HIV?

Anche se quello del sangue è l’analisi definitiva esistono altre modalità. Una di queste è il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è che rileva precocemente l’Hiv nel sangue attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di RNA o DNA. Costa e ha meno attendibilità dei test comuni. Poi esistono i test rapidi, ancora, purtroppo, poco diffusi in Italia. Somigliano molto alla prova glicemia o compaiono sotto forma di test di fluido salivare rapide. Questi test – ricorda Lila sul suo sito – hanno un Periodo Finestra equiparabile all’ELISA o ai test combinati a seconda della loro tipologia. Infine c’è il self test. Disponibile dal dicembre 2016, si può acquistare in farmacia. Funziona, per l’appunto, come la prova glicemica. Si auto preleva una goccia di sangue pungendosi il dito e si ha un risultato in 15 minuti. In caso di positività il periodo finestra è di 3 mesi. Se il test è reattivo bisogna fare comunque un test di conferma in una struttura sanitaria.

(foto ANSA/HANDOUT)

 

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