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Bolzano, mamma vegana: «Mio figlio è stato discriminato perché non ha partecipato alla Giornata del latte»

«Guardate, nell’opuscolo c’è scritto che le mucche vengono munte perché producono più latte di quanto il loro vitellino riesca a bere. E vengono rappresentate felici e contente al pascolo in alta montagna. Ma la realtà è diversa». È furiosa la mamma di Bolzano contattata dalla redazione di Giornalettismo. La donna, vegana da più di 15 anni, non ha mandato il proprio bambino – che da qualche tempo segue la sua stessa alimentazione – alla Giornata del Latte organizzata dalla scuola elementare Don Milani di Bolzano.

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VEGANI DISCRIMINATI, LA DENUNCIA DI UNA MAMMA DI BOLZANO

Il giorno dopo, al bambino, è stato consegnato lo stesso un opuscolo informativo – edito dalla Federazione latterie Alto Adige – in cui vengono esaltate le qualità del latte e dei prodotti derivati. «La giornata – denuncia la mamma – è stata organizzata senza interpellare una dietologa o una nutrizionista e questo opuscolo che ci è stato consegnato dice delle cose false».

La donna, infatti, sottolinea come, nelle montagne della zona, sia facile imbattersi in mucche con museruole, ben distanti dalle caricature allegre e spensierate che vengono mostrate nell’opuscolo didattico. «Mio figlio era arrabbiatissimo quando è tornato a casa – racconta la mamma -. Lui sa che le cose che sono scritte in quei volantini non sono vere. E ha raccontato che, quando lo ha fatto presente alla maestra, gli altri bambini sono scoppiati a ridere».

VEGANI DISCRIMINATI: «MIO FIGLIO DERISO A SCUOLA»

La signora di Bolzano ha spiegato che il figlio, 8 anni, segue da qualche tempo un regime alimentare quasi completamente vegano per sua scelta. Nessuna imposizione, secondo la donna: «A lui non piace la carne, non beve latte, non consuma burro o formaggi. A lui le cose vegane piacciono. Ma gli lascio libertà di scelta, gli dico che, se vuole, può mangiare anche altro».

La mamma, invece, sostiene che questo modo di essere viene percepito in maniera ostile a scuola (dove – tra l’altro – la mensa ha l’opzione vegetariana, ma non prende in considerazione una dieta vegana) e denuncia: «Perché se un bambino ha un’altra religione viene integrato, mentre se un bambino è vegano deve essere discriminato? È ora di far sentire la nostra voce».