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Quando gli haters (seriali) diventano opinionisti e trovano spazio sui giornali

La prima è un avvocato di Potenza, Francesca Messina, che da tempo ha nel mirino Selvaggia Lucarelli, che – come dice la stessa Lucarelli nel suo recente post – «mi dà della vacca su Facebook con tanto di foto del ruminante». Il secondo è Mimmo Leccese, funzionario della regione Basilicata che qualche mese fa venne additato dalla giornalista Francesca Barra come suo hater e che aveva definito «tettona» la scrittrice firma del Fatto Quotidiano. Davanti alle accuse di Selvaggia Messina ci ha contattati via mail smentendo l’offesa. La sua replica la trovate in fondo all’articolo.

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SELVAGGIA LUCARELLI E LA STAMPA LUCANA

Entrambi sono stati chiamati in causa da una giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno per interpretare il ruolo di «opinionisti» rispetto all’articolo principale sulla presentazione del libro di Selvaggia Lucarelli a Potenza. Lo ha sottolineato questa mattina su Facebook la stessa Lucarelli che ha voluto raccontare la sua esperienza lucana e la lettura che un certo tipo di stampa ha dato della sua presenza nel capoluogo di regione.

La blogger parla di una giornalista della testata locale che, prima della presentazione, l’ha contattata per un’intervista. Con lei ha un rapido confronto prima dell’evento, durante il quale viene rivolta una sola domanda: «Cosa pensa di Francesca Messina?» – la donna con cui la Lucarelli, appunto, ha avuto diversi contrasti sui social. «Se non è a teatro a dirmi cosa pensa di me – risponde la blogger – è solo uno dei tanti tristi leoni da tastiera».

L’intervista, a quanto pare, si conclude qui. Si può immaginare, dunque, la sorpresa di Selvaggia Lucarelli quando, al momento della lettura del giornale, vede le sue foto impaginate in un articolo che descrive la serata, ma accanto a due colonne con la duplice intervista agli haters Messina e Leccese.

SELVAGGIA LUCARELLI, SE GLI HATERS DIVENTANO OPINIONISTI

La prima sostiene che Selvaggia Lucarelli debba occuparsi soltanto «di Belen, di gossip e di rossetti», il secondo sottolinea come la blogger in passato abbia «denigrato» la città che, invece, ha fatto promozione per il suo libro. Il risultato, come si può intuire, è paradossale: da un lato si perde di vista lo scopo dell’informazione (la descrizione di un evento culturale in città), dall’altro si attribuisce credibilità a personaggi che hanno fatto la propria «fortuna» lanciando insulti a ruota libera dai propri profili Facebook.

«Mi limito a dire – scrive Selvaggia Lucarelli – che dovete solo vergognarvi, dalla giornalista al direttore del giornale che autorizza roba così sulle sue pagine e lo dico con una nota amara in più perché era pure il giorno per la lotta alla violenza contro le donne. Il giorno in cui bisognerebbe ricordare ai lettori che i vacca, i puttana, i tettona inutile a una donna sul web sono parte del problema culturale che poi diventa schiaffo, violenza psicologica, violenza fisica, umiliazione, non il giorno in cui chi lo scrive diventa pure star locale».

La replica di Francesca Messina 

In riferimento all’articolo di seguito linkato http://www.giornalettismo.com/archives/2641194/haters-opinionisti
preciso che a differenza di quanto sostenuto dalla sig.ra Selvaggia Lucarelli, non esiste nessun commento e nessun post a firma della sottoscritta in cui alla nota show girl viene dato della “vacca”.
Circostanza peraltro facilmente verificabile. Infatti quanto testualmente riportato nel vostro articolo “definendola vacca su Facebook con tanto di foto del ruminante” non corrisponde al vero come risulta dallo screen shot che allego.
Vi invito pertanto a precisare e rettificare il vostro articolo, significando che in mancanza mi vedrò costretta ad agire per le vie legali.
Cordialità
Francesca Messina

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