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Eur S.p.A e Comune di Roma non trovano accordo: la città paralimpica inaugurata a settembre resta chiusa

Era stata inaugurata lo scorso 25 settembre, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro per lo Sport Luca Lotti e del sindaco di Roma Virginia Raggi. Oggi, la città paralimpica al Tre Fontane su via Cristoforo Colombo è tristemente chiusa. La società Eur S.p.A, dopo che in passato aveva avviato altre azioni di contrasto con il Comune di Roma per questa struttura, non vuole dare l’ok per l’accatastamento.

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CITTÀ PARALIMPICA, IL PARADOSSO DEI TEMPI

E dire che ci sono voluti dieci anni per costruirla e che sembrava essere davvero tutto pronto per offrire un servizio indispensabile a tanti sportivi disabili che inseguono il sogno di poter praticare attività fisica a livello agonistico. Invece, quando si intravedeva lo striscione del traguardo, quando erano già state scattate le foto di rito ed erano già partiti i sorrisi d’ordinanza, bisogna prendere atto che quella struttura non può essere operativa.

CITTÀ PARALIMPICA, LE PAROLE DI PANCALLI

Piscina, campi di calcio a 5 e di tennis, pista di atletica (con 6,3 milioni di euro già finanziati per un palazzetto e per la foresteria) sono desolatamente vuoti. Nessun grido di gioia di chi si diverte, soltanto il silenzio dell’incompiuta all’italiana. È davvero amaro il commento del presidente del Comitato paralimpico italiano Luca Pancalli: «Mi vergogno – dice -. Da cittadino, da disabile, da presidente del Cip. Se non succederà qualcosa in queste ore, ci resterà solo una cosa da fare: restituire le chiavi al Comune. Abbiamo fatto tutto quello che serviva, verificata l’assenza di ogni barriera, è tutto pronto. Però manca quel documento».

E mentre le nostre eccellenze dello sport paralimpico spopolano in tutto il mondo (di veda il caso di Bebe Vio), a Roma quella che deve rappresentare la vera e propria rampa di lancio del movimento rischia di restare soltanto una cattedrale nel deserto. In attesa che si sblocchino situazioni che, con la gioia di vivere lo sport, hanno davvero poco a che fare.

FOTO: ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE-PAOLO GIANDOTTI