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I Tredicine a Piazza Navona? La versione dei 5 stelle

Come ogni anno è di nuovo polemica sulla festa della Befana a piazza Navona. Stavolta però nei famigerati banconi, sotto l’era Raggi, tornano i Tredicine. Il bando dei 5 stelle se da un lato diminuisce i banchi portandoli da 103 a 48 introducendo una serie di novità, dall’altro regala per 9 anni la fiera ai Tredicine, leader capitolini del commercio ambulante. Infatti, come spiegano diversi quotidiani, ad allarmare non è il famigerato cognome che ricorre sei volte nella graduatoria. Ma bensì alcuni cognomi legati al clan, come Cirulli e Franceschelli, imparentati o legati con loro.

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A incidere la norma che assegna un punteggio importante all’anzianità dell’attività, situazione che ha fatto schizzare i Tredicine. “La nuova Festa della Befana premierà qualità, sostenibilità e artigianato“, aveva detto il presidente della commissione commercio Andrea Coia. L’incubo è che tornino quelle solite bancarelle non-sense con cover dei cellulari e cinesate che hanno poco a che fare con il Natale. Sulla vicenda è intervenuto l’assessore allo Sviluppo economico Adriano Meloni che rigetta le accuse fatte dai media.

Guardate queste immagini.

Nella prima ci sono gli ultimi due bandi per la festa di Piazza Navona del I Municipio, targati Sabrina Alfonsi.
Edizione 2014. L’unico criterio di assegnazione per tutte le bancarelle di Piazza Navona fu l’anzianità di posteggio. Tradotto: chi era stato presente negli ultimi dieci anni era sicuro di tornare in piazza. Insomma, un bando-sanatoria. Tutto restava com’era. D’altronde cosa aspettarsi da una maggioranza che in Assemblea capitolina aveva tentato con l’appoggio del centrodestra un colpo di mano per approvare una proroga di tutte le concessioni esistenti?

Edizione 2015, sempre targata Sabrina Alfonsi: su 50 punti complessivi, il 40% era dato dall’anzianità. Il massimo consentito dalla Conferenza Stato-Regioni. Se non era un regalo anche questo!

Meloni continua il lungo post su Facebook parlando del ricorso di Tredicine contro Roma Capitale.

E arriviamo a oggi. 2017. A settembre abbiamo pubblicato, nei tempi previsti dalla legge, un bando in cui abbiamo DIMEZZATO il punteggio destinato all’anzianità: 20 punti invece di 40. Il restante 80% per criteri di qualità: produzioni artigianali, biologiche, certificate. Chi dice che abbiamo “ridato il peso all’anzianità molto più forte di quello alla qualità” mente o è in malafede. La matematica non è un’opinione.

Abbiamo fatto di più. Abbiamo posto un ulteriore limite per evitare “concentrazioni” ad una sola postazione alimentare e non alimentare per persona giuridica. Nessuno prima di noi l’aveva fatto.

Ci accusano di aver favorito i “soliti noti”? Adesso, guardate la seconda immagine. E’ un ricorso al Tar Regionale del Lazio che chiede l’annullamento del nostro bando. Indovinate chi lo ha presentato? Il Sig. Tredicine Alfiero. Tredicine ha impugnato il bando di gara contro la decisione di fissare i punteggi per l’anzianità al 20%, invece che al 40%, e contro il limite di un unico posteggio ad operatore per settore merceologico.

Questo è l’aiuto che diamo ai “soliti noti”, questo il modo in cui li favoriamo. Al punto che uno degli operatori per i quali il bando sarebbe stato fatto “su misura” lo ritiene penalizzante e ne chiede l’annullamento.

Infine, guardate la terza immagine. A piazza Navona, durante le feste di Natale, si vendevano panini con la porchetta. Questo era quello che era diventata la festa.

Abbiamo scritto nero su bianco che non potrà più essere così. E faremo controlli dal primo minuto della festa per verificare che la qualità dei prodotti in vendita, prevista dal bando, sia effettivamente garantita. E a chi non rispetterà quanto previsto sarà revocata la concessione. Senza se e senza ma…

Abbiamo applicato tutte le regole vigenti per limitare qualsiasi squilibrio nell’assegnazione delle concessioni. Il resto lo fa la partecipazione libera degli operatori a un bando pubblico che era aperto a tutto il territorio nazionale.