attentato alla moschea in Nigeria
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Attentato alla moschea in Nigeria: il terrorismo non fa notizia, se le vittime sono musulmane

Questa mattina, un attentato alla moschea in Nigeria ha fatto almeno 50 vittime, tutti fedeli che si recavano alla preghiera del mattino. A renderlo noto è la polizia locale, che – anche se manca ancora una rivendicazione – sospetta che l’attacco provenga dal gruppo jihadista Boko Haram. L’organizzazione terroristica alleata con l’Isis negli ultimi sei anni ha ucciso 20.000 persone e causato 2,3 milioni di profughi, secondo i dati di Amnesty International.

Solitamente gli attentati, in un Paese multi-confessionale come la Nigeria, sono rivolti contro i cristiani, anche se – come è successo anche in diversi attacchi terroristici in Europa – spesso tra le vittime si contano molti musulmani. In questo caso poi, se la matrice jihadista venisse confermata, i terroristi avrebbero mirato proprio ad altri islamici, non estremisti.

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ATTENTATO ALLA MOSCHEA IN NIGERIA, 50 MORTI CHE NON FANNO NOTIZIA

Le vittime musulmane, però, fanno meno notizia delle altre: dell’attentato alla moschea in Nigeria si parla poco sui media. Si sa che ad azionare il detonatore è stato un ragazzo giovanissimo, di soli 17 anni: si è mescolato alla folla di fedeli diretti alla preghiera del mattino, con indosso un giubbotto carico di esplosivo e, una volta entrato, si è fatto saltare per aria. Il bilancio delle vittime, purtroppo, è ancora provvisorio: il portavoce della polizia, Othman Abubakar, ha spiegato che è difficile contarle, perché sono dislocate su diversi ospedali della regione. In un primo momento le autorità hanno parlato di 15 morti e 20 feriti, ma secondo fonti della sicurezza interpellate dalla Bbc, i morti sarebbero almeno 50 e decine i feriti.

Secondo la polizia l’attentato alla moschea in Nigeria porta chiaramente la firma di Boko Haram (il nome significa “l’istruzione occidentale è proibita”). Il sospetto deriva dalle modalità, ma anche dalla posizione della città di Mubi, che si trova nello Stato di Adamawa, nel nord-est del Paese, al confine con il Borno, la base del gruppo jihadista. Nell’ultimo periodo, dopo che i militari hanno riconquistato territori precedentemente sotto il controllo dei terroristi, nella zona si sono intensificati gli attacchi terroristici.

Non è chiaro neanche se il 17enne che ha azionato il detonatore fosse davvero aderente al gruppo: spesso i terroristi usano come kamikaze giovani e donne rapiti. Anche se l’esercito nigeriano è riuscito a scacciare Boko Haram da alcune roccaforti nella foresta, l’obiettivo del presidente Muhammadu Buhari di “schiacciare” il gruppo è ancora lontano. Fondata nel 2002, l’organizzazione terroristica dal 2015 è alleata con l’Isis e dalla Nigeria si è estesa anche agli altri Paesi che si affacciano sul lago Ciad, Niger, Camerun e Ciad.