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L’Italia aveva già prenotato l’albergo per la Russia: ora la Danimarca può approfittare della disdetta

«Noi andremo al mondiale». Lo avevano ripetuto talmente tante volte Gian Piero Ventura (ex ct della nazionale italiana di calcio) e Carlo Tavecchio (presidente della Figc) che, alla fine, avevano addirittura organizzato la trasferta per Russia 2018. Lo staff dell’Italia, infatti, aveva già prenotato un albergo nel Paese che ospiterà i mondiali la prossima estate.

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RUSSIA 2018, L’ITALIA DISDICE LA PRENOTAZIONE

Una prassi – vero – quella di iniziare a muoversi con largo anticipo, soprattutto per le nazionali più blasonate, in modo tale da poter affrontare la trasferta russa con tutti gli agi possibili. Ma, alla luce del duplice risultato con la Svezia, per l’Italia quella prenotazione suona ora come un gesto quantomeno temerario. Così, la Federazione si è vista costretta a ripartire da zero, iniziando proprio dalla disdetta della prenotazione dell’hotel.

E se l’Italia piange, la Danimarca può approfittarne. Un curioso intreccio: Svezia e Danimarca si fanno nuovamente beffe degli azzurri dopo l’Europeo del 2004. In quella circostanza ci fu il ‘biscotto’, il famoso 2-2 che costrinse l’Italia a fare le valigie con anticipo; oggi, invece, se la Svezia ha soffiato la qualificazione a Gianluigi Buffon e compagni, la Danimarca rischia di soffiar loro l’albergo.

RUSSIA 2018, NEL ‘NOSTRO’ ALBERGO CI VA LA DANIMARCA?

La nazionale danese, infatti, non essendo affatto certa della qualificazione ai mondiali, non aveva pensato all’organizzazione logistica della trasferta russa. Un problema che si è posto soltanto all’indomani della vittoria nel doppio confronto contro l’Irlanda. Claus Bretton-Meyer (l’omologo di Tavecchio e capo della federazione danese) ha dichiarato: «Le nazionali più importanti avevano già scelto le strutture migliori – riferendosi in modo particolare alla situazione degli azzurri – quindi dobbiamo vedere cosa riusciremo a trovare, ma valuteremo anche la sede che era stata prenotata dall’Italia. Certo, c’è un’enorme differenza fra le preferenze danesi e quelle italiane, ma è chiaro che possiamo ritrovarci in una situazione dove dovremo prendere quello che potremo».

Insomma, per dirla con una battuta, la federazione danese non dovrà nemmeno prendersi la briga di sfogliare depliant o consultare Trivago. Certo, la notizia non è ancora ufficiale, ma per noi italiani – costretti a un’estate senza mondiali dopo 60 anni – già suona come una nuova beffa. E pensare che, una volta, eravamo considerati un popolo scaramantico. Oggi, invece, ci permettiamo di prenotare gli hotel senza nemmeno essere certi della qualificazione. La Danimarca ringrazia.