Carlo Tavecchio non si dimette
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Tavecchio ha deciso che non si dimetterà. Esonerato Ventura

La Federcalcio ha diffuso ora un comunicato sull’esonero di Gian Piero Ventura e sull’esito dell’ incontro di oggi.

«Nel corso della riunione convocata dal presidente della Figc Carlo Tavecchio alla quale hanno preso parte i presidenti delle componenti federali Gravina, Nicchi, Sibilia, Tommasi e Ulivieri è stato avviato un confronto a seguito della mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali di Russia 2018. Come primo punto all’ordine del giorno, Tavecchio ha comunicato la scelta sulla guida tecnica azzurra e, a far data da oggi Gian Piero Ventura non è più il commissario tecnico della Nazionale. Il presidente federale ha informato altresì i rappresentanti delle componenti, che ne hanno preso atto, della sua indisponibilità a rimettere il mandato per assumersi la responsabilità di sottoporre al Consiglio federale di prossima convocazione una serie di proposte sulle quali i consiglieri saranno chiamati ad esprimersi».

Tavecchio chiederà quindi la fiducia al prossimo  consiglio federale.

Alla fine, ha deciso che non si dimetterà. Carlo Tavecchio, nel corso della riunione di oggi in Figc, mantiene fede alla sua linea e al mandato che gli è stato affidato nel marzo 2017. A rivelarlo è stato prima il presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi, il primo a lasciare la riunione a Roma: «Carlo Tavecchio ci ha comunicato che non intende dimettersi dalla presidenza della Figc: noi pensiamo che non si possa non ripartire dalle elezioni».

TAVECCHIO NON MOLLA, TOMMASI: “SEMBRA NON CI SIA LA VOLONTA’ DI RIPARTIRE DA ZERO”

«Noi pensiamo che non si possa non ripartire dal rinnovo delle cariche», ha aggiunto Damiano Tommasi. «Andare ad elezioni con una progettualità più credibile, con nuove persone, non si risolvono i problemi del calcio italiano con l’esonero del ct. Altrimenti si continuerà a rigirare la stessa minestra che è rimasta indigesta a parecchi. Ancelotti? Non lo so, noi siamo andati via e non abbiamo voluto sentire altro. Qualsiasi progetto passa da un passo indietro di tutto il consiglio federale, in un paese normale succede questo». «La mia prima domanda – ha raccontato il presidente Aic, parlando del vertice dopo il flop Mondiale – è stata sulle dimissioni, le altre componenti non hanno chiesto nulla, non abbiamo voluto sentire altro. Mi sembra non ci sia la volontà di ripartire da zero. Vedremo nel prossimo consiglio federale», ha poi aggiunto Tommasi lasciando la sede della Federcalcio.

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CARLO TAVECCHIO NON SI DIMETTE: L’ESITO DELLA RIUNIONE FIGC

Gian Piero Ventura non si trova a Roma in questo momento ma ha preferito attendere l’esito dell’incontro a Bari. Si annuncia, comunque, un lungo braccio di ferro destinato a durare anche diversi giorni. L’intero mondo dello sport – dal presidente del Coni Giovanni Malagò, fino ad arrivare al ministro dello Sport Luca Lotti – si è detto convinto della necessità di un rinnovamento dei vertici. Ma al momento, non sembra essere questa la strada che Tavecchio ha intenzione di percorrere.

«Ventura non è l’unico colpevole ma è una sconfitta che riguarda tutto il movimento. A parlare è Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana Allenatori, al termine della riunione dei vertici federali Figc. «Quello che posso dire è che le scelte fatte negli ultimi sei mesi non è la causa della sconfitta, dire questo sarebbe non giusto, certo è stata una sconfitta che pesa – continua Ulivieri che poi parla di Ventura e del suo contratto – Ventura verrà pagato fino allo scadere del suo contratto, cosa che accade con tutti gli allenatori». Poi Ulivieri utilizza parole dure verso il presidente del Coni Giovanni Malagò che ieri aveva dichiarato che se fosse stato lui al posto di Tavecchio si sarebbe dimesso: «Un presidente che dice cose del genere dimostra di non essere un buon capo e io non lo riconosco più. In un momento così importante è andato a cercarsi le dichiarazioni visto che si è fatto la domanda da solo». Sulle mancate dimissioni di Tavecchio: «Ha detto che non si dimette ma si rimette tutto al percorso del Consiglio Federale, quindi se avrà la fiducia resterà».