Chi incontra Luigi Di Maio negli Stati Uniti da candidato premier del M5S

di Andrea Mollica | 15/11/2017

Di Maio

Luigi Di Maio ha scelto gli Stati Uniti come primo Paese estero da visitare nel suo nuovo ruolo di candidato premier e leader politico del M5S. Una decisione che evidenzia il profilo più moderato assunto dai 5 Stelle sotto la guida di Di Maio, lontano dai toni barricaderi con cui Beppe Grillo aveva condotto la campagna elettorale delle politiche 2013.

LE COSE DA SAPERE SUGLI INCONTRI DI  DI DI MAIO NEGLI STATI UNITI

La visita di Di Maio però evidenzia una scarsa attenzione da parte degli Stati Uniti verso il M5S. Gli incontri sono prevalentemente di basso profilo istituzionale, un elemento confermato anche dal disinteresse dei media statunitensi. Il viaggio negli Usa è stato preparato dall’abile comunicazione dei 5 Stelle, che hanno curato una intervista con l’agenzia Reuters, e probabilmente hanno già stretto accordi con alcune testate americane per colloqui con Di Maio. Al momento però il viaggio del candidato premier del M5S negli Usa è raccontato solo dagli organi di informazione italiani. La scarsa attenzione dei media Usa è comprensibile alla luce dei ruoli delle persone con cui si è confrontato Luigi Di Maio. Il suo incontro più importante è stato svolto con Conrad Tribble, Deputy Assistant Secretary del Dipartimento di Stato responsabile per l’Europa. Un funzionario di grado elevato, ma senza un ruolo politico, visto che l’ufficio europeo del Dipartimento di Stato è guidato da Aaron Wess Mitchell.

 

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Gli incontri relativamente di basso livello sono confermati anche dalla visita di Di Maio a Steve Scalise, House majority whip dei Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti. Si tratta, in termini italiani, del vicecapogruppo del partito di maggioranza. Di Maio incontrerà anche i Democratici, ora in minoranza al Congresso: o il candidato premier del M5S si confronterà con due deputatI, Eliot Angel e Albio Sires, che fanno parte della commissione Esteri. Anche in questo caso si tratta di due politici di relativo basso profilo, che non appartengono ai vertici gerarchici dei Democratici.

Foto copertina: ANSA/ CLAUDIO SALVALAGGIO