Sallusti difende il prete che aveva detto «te la sei cercata» a una ragazza di 17 anni violentata a Bologna

di Redazione | 10/11/2017

Sallusti Renzi disse ti spacco le gambe

«L’omelia del parroco è scorretta, ma è quella che ogni genitore dovrebbe fare al proprio figlio. Per questo dico a don Lorenzo Guidotti: grazie di esistere». È questo, in sintesi, il pensiero del direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti che, in un editoriale, ha voluto commentare la vicenda che ha visto protagonista un parroco di Bologna. Don Lorenzo, noto per le sue posizioni particolarmente divisive sui social network, aveva commentato la notizia dello stupro ai danni di una 17enne bolognese con le parole «te la sei cercata» e che aveva rincarato la dose dicendo: «ti ubriachi da far schifo e ti allontani con un magrebino? Nessuna pietà».

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SALLUSTI DON GUIDOTTI, L’EDITORIALE DE IL GIORNALE

Il ragionamento del direttore de Il Giornale sposa in pieno il post del sacerdote, sostenendo che il «’te lo sei cercato’ non ha nulla del compiacimento, ma ha solo un intento educativo». Pazienza se poi nel post – dallo sfumato tono razzista – si attribuisce alla ragazzina la «colpa» di essersi allontanata con un magrebino e, per estensione, si descrivono con sarcasmo tutte le persone provenienti da quell’area geografica come «veri gentleman, liberi professionisti, gente di cultura, per bene». Non importa se la 17enne viene accusata di essersi bevuta, «oltre agli alcolici, la tiritera ideologica dell’accogliamoli tutti». Il prete, secondo il Giornale, si è dimostrato un fine pedagogo.

SALLUSTI DON GUIDOTTI, LA STILETTATA ALLA CHIESA DI PAPA FRANCESCO E A LAURA BOLDRINI

Per Sallusti, lo stesso dovrebbe valere anche per le ragazzine di Modena che – per noia – si sono scambiate le loro fotografie intime via chat e che, per una sorta di «fuga di notizie», sono poi diventate virali sul web. Le parole di sacerdoti come don Lorenzo, dice Sallusti, «magari faranno storcere il naso a Papa Francesco o a Laura Boldrini, ma sono musica per le nostre orecchie». Infine, la chiosa con stilettata ai vertici del mondo cattolico: «Purtroppo, i preti di una volta ci sono. Non c’è più la chiesa».