yemen
|

Questa è una foto di cui non frega niente a nessuno

Non gliene frega niente a nessuno. A volte vale la pena utilizzare qualche espressione forte per esprimere un’idea o evidenziare un fatto a cui va dato adeguato spazio. È il caso della grande carestia in Yemen, dove milioni di persone rischiano di morire di fame per l’assenza di aiuti. Mark Lowcock, il capo dell’agenzia Onu per i rifugiati ha lanciato l’allarme chiedendo alla coalizione a guida saudita che combatte i ribelli houthi nel paese di intervenire. Se i confini non verranno riaperti per consentire l’arrivo dei convogli di aiuti – ha detto – «sarà la carestia più grave a cui il mondo assisterà da molti decenni, con milioni di vittime».

 

 

 

Lowcock ha parlato con i giornalisti dopo un briefing a porte chiuse al Consiglio di Sicurezza Onu sulla crisi. La campagna militare contro i ribelli sostenuti dall’Iran è stata avviata dalla coalizione promossa dall’Arabia Saudita nel 2015. C’è bisogno che gli aiuti arrivino sia alla capitale Sanaa, controllata dai ribelli, sia ad Aden, controllata dal governo. Secondo le nazioni Unite il conflitto in corso in Yemen da ormai due anni e mezzo ha fatto 10mila vittime mentre la carestia colpirebbe oggi 7 milioni di persone. Ci sono anche elevati rischi sanitari. In milioni non hanno accesso a servizi sanitari e idrici e si contano circa 900mila casi sospetti di colera, da aprile. Secondo l’Arabia Saudita la chiusura di tutti i porti marittimi e terrestri serve per prevenire il contrabbando di armi. Ma oltre al cibo vengono fermati anche rifornimenti medici.

(Un tweet di Al Jazeera English)