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Attivisti pro-life contro Marco Cappato: «Sei un servitore di Satana» | VIDEO

Attivisti pro-life contro Marco Cappato durante la prima udienza del processo che lo vede imputato per aiuto o istigazione al suicidio di dj Fabo. La manifestazione si è svolta questa mattina fuori dal Tribunale di Milano: in tutto erano circa una decina i militanti presenti, un gruppo eterogeneo, unito dalla volontà di «difendere la legge di Dio». Sui loro cartelli campeggiavano gli slogan «Cappato servitore di Satana» e «Radicali portatori di morte». Il loro augurio – in realtà – non è tanto che il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni venga condannato («Cosa vuoi che sia questo giudizio, è quello di Dio che sarà grave»), ma piuttosto che si converta al cattolicesimo e la smetta di fare quello che fa, cioè dare aiuto alle persone che cercano il suicidio assistito.

ATTIVISTI PRO-LIFE CONTRO MARCO CAPPATO: «CHE SI CONVERTA!»

Tra il via vai di avvocati e passanti, gli attivisti pro-life hanno recitato diverse preghiere fuori dal Tribunale di Milano. Pregano non solo perché Cappato e tutti i radicali trovino la fede, ma anche perché il Senato non approvi la legge sul testamento biologico già passata alla Camera e bloccata da aprile a Palazzo Madama. «È una cosa menzognera e falsa, perché va contro la legge di Dio ed è peggiore dell’eutanasia, perché impone a medici e infermieri di togliere la vita», spiega a Giornalettismo una manifestante, che è anche medico. Le facciamo notare che la proposta di legge prevede l’obiezione di coscienza per i medici e che non include il suicidio assistito, ma questo non fa una grande differenza per gli attivisti pro-life.

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Contano poco le volontà espresse dal singolo sulle disposizioni per il proprio fine vita («Chi mai da sano direbbe di voler vivere in condizioni come quelle di Eluana? Svegliamoci!», ci incalza la dottoressa), perché quello che conta – ripetono gli attivisti pro-life contro Cappato – è il volere di Dio. «Siamo in pericolo – avvertono – perché è Dio che comanda e governa il mondo». La colpa è dei fondatori del Partito Radicale, «della Bonino e di Pannella, speriamo che adesso sia…non so dove…» e subito raddrizza il tiro: «Speriamo che sia anche in Paradiso, se si è convertito!»