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Di Maio in coppia con Casalino ordina al triste Cancelleri di sorridere e lui obbedisce | VIDEO

Sarà che, nonostante il 34,6% dei consensi, il candidato alla presidenza della regione Sicilia per il Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri non ha raggiunto un obiettivo che credeva alla portata. Sarà che, per i prossimi cinque anni, sarà il centro-destra guidato da Nello Musumeci ad amministrare l’isola. Sarà che, dopo due sconfitte consecutive, il destino politico di Cancelleri sembra essere segnato. Fatto sta che lui, al comizio di ringraziamento dell’elettorato con Luigi Di Maio, proprio non aveva voglia di sorridere.

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DI MAIO ORDINA SORRIDERE: LA LOGICA DELLA VECCHIA POLITICA

Eppure, la logica del Caimano lo insegna, davanti alle sconfitte bisogna sempre fare buon viso a cattivo gioco. Passano gli anni, cambia la comunicazione politica, ma le basi sono sempre le stesse. Bisogna sorridere in favor di telecamera. Sempre. Lo sa bene Luigi Di Maio, che ormai è diventato il factotum del Movimento 5 Stelle. E che, all’occorrenza, fa anche il regista.

DI MAIO ORDINA SORRIDERE: ECCO COSA HA DETTO A CANCELLERI

Il comitato elettorale grillino è tutto radunato. Cancelleri aveva già tenuto il suo discorso e poi ha lasciato la parola al vicepresidente della Camera. I suoi toni sono davvero ottimistici, la sua verve brillante: in Sicilia, il Movimento è il vincitore morale, il risultato è stato straordinario, gli altri hanno vinto con voti di dubbia provenienza, eccetera eccetera. È il tipico discorso del giorno dopo, quello delle strette di mano e delle pacche sulle spalle.

Ma il meglio deve ancora venire. In chiusura, per omaggiarlo della standing-ovation dei militanti, Luigi Di Maio chiama sul palco un Cancelleri che appare davvero stravolto. Ha il muso, è triste, non mostra il volto sicuro della campagna elettorale. E allora Di Maio cosa fa? Gli ordina di sorridere. «Sorridi!» – dice, con un accento a metà tra quello di Rocco Casalino (leader della comunicazione 5 stelle) e Silvio Berlusconi. E Cancelleri obbedisce. Un po’ impacciato, un po’ contrariato, ma obbedisce.

Ne vien fuori un sorriso di plastica, davvero poco genuino. Di Maio – che già detta l’agenda setting dei media prima organizzando una sfida tv con Renzi e poi dando disdetta – non può esimersi dal curare aspetto e atteggiamenti dei suoi candidati. È la politica che conta, baby.