«La marcia su Ostia»: Il Tempo esulta per Casapound rievocando la manifestazione fascista

di Donato De Sena | 07/11/2017

marcia su ostia

Cosa c’entra il successo di Casapound ad Ostia con la marcia su Roma, la manifestazione armata che nel 1922 spianò al partito fascista e a Benito Mussolini la strada verso il potere? Fortunatamente nulla. Non c’è motivo di legare le due cose. Innanzitutto perché pochi quartieri non sono un Paese. Ma soprattutto perché il movimento sovranista di destra radicale ha ottenuto consensi in un’elezione democratica, mentre 95 anni fa venivano compiute violenze e minacce con uno scopo eversivo.

 

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IL TITOLO DEL TEMPO SUL SUCCESSO DI CASAPOUND: «MARCIA SU OSTIA»

Eppure il quotidiano Il Tempo rievoca quegli eventi per raccontare il 9% di voti raccolto nel X Municipio a Roma. «La marcia su Ostia» titola oggi in prima pagina il giornale diretto da Gian Marco Chiocci con il tono della soddisfazione. «L’onda nera di Casapound si allunga fino al mare di Ostia. Ora è decisiva per il ballottaggio. Che farà il centrodestra?», è il sommario che accompagna l’apertura. Segue, sempre in prima pagina, una lettera di Luca Marsella, il candidato che a Ostia ha guidato i neri ad un risultato mai raggiunto prima, che nella missiva manifesta la sua speranza di arrivare in Parlamento e ricorda precedenti affermazioni del movimento a Todi, Lucca e Bolzano. «A Ostia, dicono, sono sbarcati i fascisti, i nazisti, gli alieni. Non hanno capito – ha scritto Marsella – che gli unici alieni, sul territorio, sono loro e che Casapound non è sbarcata da nessuna parte, sul territorio c’è sempre stata. E se è arrivata al 9 per cento è perché la gente l’ha premiata».

(Immagine di copertina: la prima pagina del quotidiano Il Tempo del 7 novembre 2017)

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