Cancelleri o Musumeci potrebbero non governare la Sicilia da soli

di Andrea Mollica | 06/11/2017

Cancelleri

Le elezioni regionali in Sicilia potrebbero non avere un vincitore con un maggioranza all’interno dell’ARS. La legge elettorale non ha infatti un premio di maggioranza che garantisce almeno il 51% all’interno dell’assemblea regionale alla coalizione o lista arrivata prima. Al momento le prime proiezioni della Rai e di La7 indicano un risultato estremamente equilibrato tra il centrodestra di Nello Musumeci, e il Movimento 5 Stelle di Giancarlo Cancelleri. Nessuno dei due candidati in testa sembra in grado di superare il 40% necessario per conquistare una sicura maggioranza di seggi all’assemblea regionale della Sicilia.

CANCELLERI O MUSUMECI RISCHIANO DI NON AVERE MAGGIORANZA PER LA LEGGE ELETTORALE

L’ARS è composta di 70 seggi. Non è previsto un ballottaggio come alle comunali, ma le elezioni si svolgono in un unico turno. Secondo la legge elettorale 62 seggi dell’assemblea regionale siciliana sono assegnati con ripartizione proporzionale per le liste che superano la soglia di sbarramento del 5%. 8 seggi sono invece distribuiti ai candidati arrivati nelle prime due posizioni. Chi arriva primo è eletto automaticamente all’assemblea regionale della Sicilia, insieme al secondo. Il vincitore ottiene inoltre altri 6 seggi se la sua coalizione non supera i 42 seggi all’assemblea regionale. Al momento è presto per fare previsioni, ma il 10% di seggi in più che ottiene il vincitore potrebbe non bastare a Musumeci o Cancelleri per poter governare la Sicilia. Ciò costringerebbe il presidente a cercare alleanze oltre la lista con cui si è candidato per poter passare i provvedimenti all’interno dell’ARS.

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Secondo le prime proiezioni Musumeci o Cancelleri non sono comunque distanti dall’ottenere una maggioranza, e molto dipenderà da quali liste saranno in grado di entrare nell’assemblea regionale siciliana. Il problema politico maggiore si creerebbe in particolare per il candidato presidente del M5S, formazione che rifiuta per principio le alleanze con gli altri partiti. Alle comunali le leggi elettorali assegnano un cospicuo premio di maggioranza ai sindaci, mentre in Regione Sicilia la sovrarappresentazione dei vincitori è limitata.