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Piazze piene e affluenza in calo: per i complottisti è colpa dei giornalisti

Sono da poco passate le 13, quando il sito della Regione Sicilia comunica i dati dell’affluenza alle ore 12 delle elezioni regionali: la percentuale è del 9,12%, più bassa di quasi due punti rispetto al 2012, quando a recarsi alle urne prima di pranzo era stato l’11,23% degli aventi diritto. Con l’attenzione mediatica giustamente fortissima sull’appuntamento elettorale, in pochi minuti i siti dei principali quotidiani nazionali hanno titolano sul dato dell’affluenza in calo. Passa qualche minuto e il sito della Regione Sicilia corregge il dato: a votare entro mezzogiorno sono stati 503.537 elettori, pari al 10,8% degli aventi diritto. Anche se più alta rispetto alla prima comunicazione, l’affluenza è in calo comunque rispetto al 2012.

LA TEORIA DEL COMPLOTTO SULL’AFFLUENZA IN CALO IN SICILIA

La spiegazione non può essere quella semplice di un aumento dell’astensionismo (che comunque si potrà misurare solo alla chiusura delle urne), ci dev’essere qualcosa sotto. Su Twitter partono strane teorie: “Affluenza in calo rispetto al 2012, eppure le piazze erano così. Bo!!!”, fa notare qualcuno pubblicando le immagini degli appuntamenti elettorali del M5S sull’isola.

AFFLUENZA IN CALO IN SICILIA: PER I COMPLOTTISTI IL DATO È FALSATO DAI GIORNALISTI

Per altri utenti la spiegazione è semplice: è colpa dei giornalisti, che deliberatamente comunicano una percentuale più bassa. “Affluenza 10,8 ore 12. Sotto il giornalismo italiano. Cazzari”, cinguetta un utente, condividendo le immagini delle home page dei giornali, che nel giro di pochi minuti ancora non avevano fatto a tempo ad aggiornare il primo dato diffuso dal sito della Regione.

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C’è chi nelle risposte fa notare agli altri complottisti che l’errore è partito proprio dall’Ufficio elettorale siciliano. Apriti cielo: “Anche i dati ufficiali sono falsati. Lo scopo è scoraggiare l’affluenza al voto. Vedi non ci va nessuno, allora non ci vado neppure io”, spiega un utente, con tanto di foto di Einstein a sottolineare la finezza del ragionamento. “Se è così, stiamo messi peggio di quel che si immagina”, commenta sconsolato un altro”. Se basta un errore del sito della Regione per accusare i giornalisti (per altro di tutte le testate indistintamente) di modificare apposta l’affluenza alle urne, così da scoraggiarla, temo che abbiano ragione: stiamo veramente messi male!

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