Sofia Zago
|

La piccola Sofia morta di malaria, trasmessa per un errore sanitario

La piccola Sofia Zago, la bambina di quattro anni morta per malaria all’inizio di settembre, è deceduta per un errore medico secondo le prime indiscrezioni sulle indagini sul suo decesso. La malattia che ha causato la sua scomparsa sarebbe stata trasmessa attraverso una procedura medica sbagliata con ragionevole certezza per gli inquirenti, come riporta il Corriere della Sera. Il ceppo della malaria è infatti lo stesso delle due bambini del Burkina Faso ricoverate nell’ospedale di Trento dove la piccola Sofia Zago era stata portata dopo essersi ammalata in vacanza.

SOFIA ZAGO MORTA PROBABILMENTE PER UN ERRORE SANITARIO

Secondo il Corriere della Sera «prende corpo, quindi, l’ipotesi che a causare l’infezione sia stato il tragico errore di un sanitario. Una procedura medica sbagliata, compiuta durante il prelievo, ha fatto sì che il sangue di una delle due bimbe contaminasse quello di Sofia. Un fatale incidente, dunque, avvenuto tramite un ago utilizzato in modo scorretto». L’articolo di Margherita Da Bac e Virginia Piccolillo rimarca come gli inquirenti, sulla base degli accertamenti svolti dai Nas capitanati dal colonnello Davide Perasso, e dei pareri richiesti a Istituto superiore di sanità e Istituto zooprofilattico del Veneto, abbiano escluso le altre ipotesi sulle cause della morte di Sofia Zago. La malaria può esser trasmessa all’uomo solo attraverso la puntura di zanzara Anopheles, ma questo tipo particolare insetto, praticamente inesistente in Italia, non è stato ritrovato nei pressi dei luoghi dove ha soggiornato la piccola. Anche i movimenti della famiglia del Burkina Faso fanno escludere l’altra ipotesi, un eventuale arrivo della zanzara Anopheles all’interno di una valigia. Di conseguenza rimane solo l’ipotesi di un tragico errore.

LEGGI ANCHE > SI CHIAMAVA DIVINE, AVEVA SOLO 4 MESI ED È MORTO PER STRADA, A MILANO

 

L’articolo del Corriere della Sera sintetizza così le indagini: «Scattano le indagini coordinate dal procuratore di Trento, Marco Gallina. Un lavoro accurato, svolto in modo capillare dal gruppo Nas di Trento. Vengono ascoltati i sanitari. Intanto i periti entomologi escludono la presenza di zanzare-vettori, sia a Trento, sia a Bibione. Tutto regolare anche nel camping. I dubbi e le polemiche si concentrano sui prelievi per la misurazione dell’insulina che però risultano regolarmente eseguiti con aghi monouso. Alla fine la risposta va cercata in ospedale».

Foto copertina: ANSA/FILIPPO VENEZIA

TAG: Sofia Zago