Il fallimento di Minniti: dopo i soldi finiti anche ai trafficanti, ripartono le partenze dalla Libia

di Redazione | 03/11/2017

partenze dalla Libia

Sono ricominciate le partenze dalla Libia di centinaia di migranti. Ieri ne sono stati intercettati circa 1.300 in mezzo al Mediterraneo e ricomincia la conta anche dei cadaveri di chi non ce l’ha fatta a completare il viaggio. Un esodo annunciato da Frontex, che è la spia di quello che sta accadendo al di là del mare: una situazione completamente instabile, in cui il “tappo” messo dal piano Minniti ai migranti diretti in Italia è saltato.

SONO RIPARTITE LE PARTENZE DALLA LIBIA: COSì STA FALLENDO IL PIANO MINNITI

E infatti – si apprende dai racconti dei migranti salvati (che – a differenza di poco tempo fa – sono per lo più libici, a riprova della gravità della situazione nel paese nordafricano) – sarebbero migliaia le persone pronte a imbarcarsi per l’Italia. È quanto racconta oggi sulle pagine del Messaggero Cristiana Mangani.

E altrettante, anche donne e bambini, secondo quanto riferito dall’Oim e dall’Unhcr, sarebbero state rinchiuse nei centri di detenzione dopo che l’accordo tra il governo di al Serraj e le milizie del clan Dabbashi sarebbe saltato. Il controllo di quelle coste a settanta chilometri da Tripoli sarebbe ora nelle mani della “Operation room anti Isis”, fedele al governo riconosciuto dall’Onu.

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I leader della milizia avrebbero abbandonato la città e la sorveglianza dell’impianto di estrazione del petrolio a Millitah, di proprietà dell’Eni, del quale si occupavano da più di due anni. Tutti coloro che sono riusciti a fuggire hanno raggiunto Zuwara, circa tremila, secondo l’agenzia Reuters. Ed è proprio da quel luogo che sono aumentate le partenze, se, come sottolinea un report di Frontex, i viaggi partono “dalla costa orientale di Tripoli, Al-Khums e, in misura minore, Cars Carabulli”.

Saltato l’accordo con al-Dabbashi, almeno per il momento, esiste la possibilità che si aprano nuove rotte poco distanti da Sabrata, soprattutto perché all’interno della “Operation room anti-Is” coesistono soggetti diversi tra loro, a cominciare dai salafiti di al Wadi, una corrente che riesce a gestire rapporti nell’est della Libia con Khalifa Haftar, nell’ovest con Fayez al Sarraj, e che sembra stia affermando la sua presenza sul territorio.

Foto copertina: ANSA/Zuhair Abusrewil