partenze dalla Libia
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Il fallimento di Minniti: dopo i soldi finiti anche ai trafficanti, ripartono le partenze dalla Libia

Sono ricominciate le partenze dalla Libia di centinaia di migranti. Ieri ne sono stati intercettati circa 1.300 in mezzo al Mediterraneo e ricomincia la conta anche dei cadaveri di chi non ce l’ha fatta a completare il viaggio. Un esodo annunciato da Frontex, che è la spia di quello che sta accadendo al di là del mare: una situazione completamente instabile, in cui il “tappo” messo dal piano Minniti ai migranti diretti in Italia è saltato.

SONO RIPARTITE LE PARTENZE DALLA LIBIA: COSì STA FALLENDO IL PIANO MINNITI

E infatti – si apprende dai racconti dei migranti salvati (che – a differenza di poco tempo fa – sono per lo più libici, a riprova della gravità della situazione nel paese nordafricano) – sarebbero migliaia le persone pronte a imbarcarsi per l’Italia. È quanto racconta oggi sulle pagine del Messaggero Cristiana Mangani.

E altrettante, anche donne e bambini, secondo quanto riferito dall’Oim e dall’Unhcr, sarebbero state rinchiuse nei centri di detenzione dopo che l’accordo tra il governo di al Serraj e le milizie del clan Dabbashi sarebbe saltato. Il controllo di quelle coste a settanta chilometri da Tripoli sarebbe ora nelle mani della “Operation room anti Isis”, fedele al governo riconosciuto dall’Onu.

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I leader della milizia avrebbero abbandonato la città e la sorveglianza dell’impianto di estrazione del petrolio a Millitah, di proprietà dell’Eni, del quale si occupavano da più di due anni. Tutti coloro che sono riusciti a fuggire hanno raggiunto Zuwara, circa tremila, secondo l’agenzia Reuters. Ed è proprio da quel luogo che sono aumentate le partenze, se, come sottolinea un report di Frontex, i viaggi partono “dalla costa orientale di Tripoli, Al-Khums e, in misura minore, Cars Carabulli”.

Saltato l’accordo con al-Dabbashi, almeno per il momento, esiste la possibilità che si aprano nuove rotte poco distanti da Sabrata, soprattutto perché all’interno della “Operation room anti-Is” coesistono soggetti diversi tra loro, a cominciare dai salafiti di al Wadi, una corrente che riesce a gestire rapporti nell’est della Libia con Khalifa Haftar, nell’ovest con Fayez al Sarraj, e che sembra stia affermando la sua presenza sul territorio.

Foto copertina: ANSA/Zuhair Abusrewil