Villa Massoni
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Villa Massoni, fratricidio a Massa per l’eredità di una villa monumentale

Villa Massoni, a Massa è stato commesso un fratricidio per l’eredità di uno degli immobili più noti della città toscana. All’interno di Villa Massoni, villa monumentale costruita nel 1600, uno dei proprietari, Marco Casonato, uno psicologo e ricercatore dell’università Bicocca di Milano, ha ucciso il fratello Piero per una lite sulla gestione dell’immobile. I due fratelli, eredi di Villa Massoni, si scontravano da tempo per i lavori di ristrutturazione, molto costosi, per il lussuoso e storico immobile, che li avevano portati ad avere anche problemi giudiziari.

VILLA MASSONI, FRATRICIDIO A MASSA

Villa Masssoni si trova da anni in stato di profondo degrado, tanto che nel recente passato erano partite campagne perché il comune di Massa Carrara l’acquistasse per poterla riportare all’antico splendore. A causa dello stato di abbandono di Vila Massoni l’immobile era stato sequestrato nel 2015: Marco e Piero Casonato erano stati rinviati a processo con l’accusa di danneggiamento al patrimonio archeologico, artistico e storico nazionale. Il procedimento giudiziario era partito a inizio ottobre. Una lite per i lavori di ristrutturazione avviati in queste settimane ha spinto Marco Casonato a uccidere il fratello Piero con un furgone Doblò. A quanto risulta dal Quotidiano nazionale lo psicologo e ricercatore universitario sarebbe passato per ben tre volte sul corpo del fratello.

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Il cadavere è stato ritrovato dagli operai che stavano lavorando a Villa Massoni, che hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Dopo un’iniziale fuga Marco Casonato ha chiamato i carabinieri per consegnarsi dopo l’omicidio. Queste le parole del suo avvocato, riportate dal sito del QN. «Quando l’ho raggiunto aveva lo sguardo perso, assente», spiega il legale a cui il ricercatore ha anche detto di aver avuto una colluttazione con uno degli operai assunti dal fratello. «È stato aggredito ed è ferito a una mano», la sua versione. «Marco Casonatonon ha mai usato espressioni violente nei confronti di Piero, tantomeno minacce. Mai. Piuttosto ripeteva come il fratello ‘doveva essere curato’, ma anche in questo caso non c’era astio né stizza nelle sue parole. Non si doveva arrivare a questa tragedia».

 

Foto copertina: ANSA/FAI