bufale vegani
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La top 5 delle bufale sui vegani

Le fake news, notizie a volte completamente false e a volte ingannevoli o fuorvianti diffuse dai media, inquinano l’informazione soprattutto su temi molto divisivi, quelli che generano ampio interesse e dibattito nell’opinione pubblica. Il fenomeno riguarda perfino i regimi alimentari e in particolare il confronto tra chi segue una dieta vegana e chi invece mangia anche prodotti animali e derivati. In occasione della Giornata mondiale Vegan abbiamo selezionato e spiegato 5 bufale (affermazioni e titoli non veritieri) sullo stile di vita 100% vegetale.

 

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5. LE MAMME VEGETARIANE E VEGANE AVRANNO FIGLI DIPENDENTI DA ALCOL E FUMO

Informazione sbagliata. La notizia si è diffusa un anno fa, dopo una ricerca pubblicata sulla rivista americana Alcoholism: Clinical and Experimental Research. Stando a quanto riportato da diversi siti d’informazione, come il britannico Mail Online, le donne vegetariane incinte hanno probabilità tre volte più alte di avere bambini che in futuro abuseranno di droghe e alcol. I ricercatori, in sostanza, avrebbero trovato un legame chiaro ed evidente tra abuso di sostanze all’età di 15 anni e la dieta seguita dalla madre durante la gravidanza. In realtà le cose sono andate un po’ diversamente. Come ha spiegato Nhs Choices, un sito ufficiale del National Health Service, il sistema sanitario nazionale in vigore nel Regno Unito, un nesso causale tra gravidanza e comportamenti dannosi per la propria salute durante l’adolescenza non è mai stato dimostrato (leggi qui). La ricerca ripresa dai media (realizzata dai ricercatori dell’Università di Bristol nel Regno Unito, dell’Istituto nazionale Usa per l’abuso di alcol e l’alcolismo, Niaaa, a Rockeville, dell’Università dell’Illinois a Chicago e dell’Università della California a San Diego) non fornisce una verità scientifica inconfutabile, è piuttosto uno studio di coorte, un’analisi dei fattori di rischio di malattie o di particolari condizioni. Nhs Choice ha spiegato a chiare lettere che è necessaria più ricerca per arrivare a una conclusione definitiva e resta da dimostrare un eventuale nesso tra carenza di vitamina B12 e abuso di sostanze da parte dei figli.

 

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4. ESSERE VEGANI NON E’ ETICO

L’ultimo esempio in ordine cronologico di informazione fuorviante riguarda contenuti virali che spiegano che il regime alimentare vegano non è etico per il dolore e la sofferenza causati da alcune coltivazioni di alimenti che spesso fanno parte della dieta 100% vegetale. Si parla ad esempio di banditismo locale per la conquista di terreni per la coltivazione della quinoa in Perù e in Bolivia. O di sfruttamento di lavoratori per la raccolta degli anacardi in Vietnam. Come pure della deforestazione per la produzione di soia in Argentina. Si tratta di aspetti preoccupanti. Ma insufficienti per definire la scelta vegana non etica in maniera categorica. Ancora di più se raffrontata alla dieta onnivora, che comprende prodotti di origine animale derivanti per la maggior parte da allevamenti intensivi. Alcuni dati su tutti. Gli allevamenti intensivi sono responsabili del 18% delle emissioni di gas serra, più di tutta l’industria dei trasporti (aerei, treni, macchine, camion) come riportato dalla Fao. A livello di consumo d’acqua un hamburger equivale a due mesi di doccia, mentre per fare un litro di latte ci vogliono mille litri di acqua. E gli allevamenti intensivi sono dei gran consumatori di suolo: un terzo della raccolta mondiale di cereali va agli animali da allevamento, e per lasciare spazio alle coltivazioni di soia grandi fette della foresta amazzonica sono oggi in pericolo. Insomma: non esiste una dieta etica in assoluto, e sarebbe anche solo stupido pensarlo. Mala dieta vegana ha sicuramente un impatto ambientale inferiore anche rispetto a quella vegetariana, oltre che quella onnivora.

 

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3. LA DIETA VEGANA FA MALE ALLA SALUTE E CAUSA IL TUMORE

Qualcuno ha scritto e ripetuto che la dieta vegetariana è causa di disturbi psichici, come l’ansia, o addirittura di gravi malattie, come il tumore. È emblematico uno studio realizzato da ricercatori dell’Università di Graz, in Austria, pubblicato nel 2014 sulla rivista Plos One, e ripreso da molte testate italiane. Secondo quella ricerca chi elimina la carne dalla propria alimentazione avrebbe molte probabilità in più di ammalarsi di cancro, o soffrire un infarto, allergie, o avere disturbi psichici, rispetto a chi si nutre anche di prodotti animali. Come spiegò in un articolo la dottoressa Chiara Segrè, biologa, supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, i media che ripresero la notizia dimenticarono di precisare che quel lavoro era stato condotto semplicemente analizzando delle interviste, mettendo in relazione abitudini alimentari e salute delle persone sulla base delle risposte a un questionario, senza analizzare parametri medici come le cartelle cliniche o gli esami del sangue (che sono dati affidabili quando bisogna tracciare un nesso di causa ed effetto tra stili di vita e salute). Inoltre, erano gli stessi autori dello studio nel loro articolo ad evidenziare che non era chiaro se chi aveva dichiarato di essere vegetariano lo era diventato per scelta o per motivi di salute, come conseguenza di una diagnosi o per altre esigenze, come il controllo del peso. La scelta per motivi di salute farebbe aumentare il numero di chi dichiara di avere un’alimentazione vegetariana e una patologia, e ciò non significa che la malattia sia una conseguenza della prima.

Ma c’è di più. È stata l’Academy of Nutrition and Dietetics, la principale organizzazione dei professionisti dell’alimentazione e della nutrizione negli Usa, ad affermare che la dieta vegetariana o vegana può contribuire ad uno buono stato di salute, a condizione però che sia correttamente pianificata. Si possono seguire diete vegane eccezionali o dannose per la salute, così come possono essere ottime o pessime quelle seguite da chi mangia carne e derivati animali. Della dieta vegana fanno parte anche alimenti poco salutari. Fa male mangiare patate fritte o assumere zuccheri in quantità enorme. Fa male bere whisky o esagerare con le farine raffinate. Un vegano questo può farlo senza violare le sue regole. Ma se vuole nutrirsi in modo intelligente deve basare la sua alimentazione prevalentemente su cibo di origine vegetale non raffinato industrialmente. Lo sanno bene campioni dello sport: campioni di rugby e dell’Nba hanno deciso di diventare vegani.

 

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2. LA DIETA VEGETARIANA O VEGANA CAUSA DEPRESSIONE

Dopo lo studio austriaco, una ricerca del 2017 realizzata dalla Bristol University pubblicata sul Journal of Affective Disorders (vedi qui) ha elaborato dati su una dieta completamente vegetale e sintomi depressivi. Anche in questo caso la sintesi è stata infelice perché priva di qualche importante precisazione. Lo studio era un’ulteriore ampia rilevazione statistica che non forniva una verità scientifica. Erano gli stessi autori nelle conclusioni a precisare che carenze nutrizionali di vitamina B12 e ferro sono una «spiegazione possibile» (e quindi non certa) ai sintomi depressivi. Non escludevano nemmeno la possibilità di una «casualità inversa»: potrebbe anche essere una depressione latente a dettare la scelta di seguire una dieta vegetariana o vegana. «Vegani depressi: mangiare carne rende felici», ha esultato qualcuno. I vegetariani intervistati erano il 3,6% del campione.

 

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1. I VEGETARIANI E I VEGANI UCCIDONO PIU’ ANIMALI DI CHI MANGIA CARNE

Molte testate italiane qualche anno fa hanno ripreso la notizia di uno studio pubblicato da uno zoologo australiano, Mike Archer, annunciando che «i vegetariani uccidono più animali di chi mangia carne». I media quella volta hanno evitato di precisare che le conclusioni dell’esperto valevano solo per l’Australia, unico luogo al mondo in cui i pascoli sono effettivamente più diffusi degli allevamenti intensivi. In Europa e negli Usa, accade il contrario.

(Foto di copertina Zumapress da archivio Ansa. Credit: Richard Lautens / The Toronto Star via ZUMA Wire)