Adolf Hitler vivo
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In un file della Cia Adolf Hitler vivo in Colombia nel 1955, ma qualcosa non torna

Adolf Hitler vivo in Colombia nel 1955: la notizia arriva da un file desecretato della Central Intelligence Agency (Cia) e disponibile online per tutti. Prima di affrettarsi a ristampare i libri di storia, è bene analizzare il documento che ha sconvolto il mondo intero. Fino a oggi abbiamo sempre saputo che il führer è morto suicida nel suo bunker il 20 aprile del 1945, mentre Berlino cadeva sotto l’avanzata dell’Armata Rossa. Oggi arriva una nuova versione dei fatti: il 3 ottobre del 1955 – dieci anni dopo la sua presunta morte – Adolf Hitler sarebbe stato vivo e vegeto in Colombia, a Maracaibo, dove viveva come rifugiato sotto nuove spoglie.

ADOLF HITLER VIVO IN COLOMBIA, COSA NON TORNA NEL DOCUMENTO CIA

I dettagli del documento della Cia, però, sono poco convincenti. La fonte della notizia è un agente dal nome in codice Cimelody-3, che riferisce di essere stato contattato da un “amico fidato” residente nel paese latino americano e precedentemente impegnato in Europa. Questi a sua volta avrebbe “saputo da un ex membro delle Ss tedesche, in via confidenziale, che Adolf Hitler” era ancora vivo nel 1955.

Cosa non torna nel documento desecretato della Cia? La foto allegata al file, datata 1954 e scattata in teoria a Tunga, in Colombia. Immortalati ci sono l’ex ufficiale delle Ss, Phillip Citroen e Adolf Hitler, che da rifugiato in Sudamerica avrebbe cambiato nome in Adolf Schrittelmayor. Peccato che nell’immagine il führer appare come tutti lo ricordano 10 anni prima: stessa espressione, stessa postura e non mancano neppure i caratteristici baffi. Strano che non abbia modificato il suo aspetto per la seconda vita in incognito. E altrettanto sospetto è il fatto che Adolf Hitler abbia mantenuto lo stesso nome di battesimo in Colombia La stessa Cia rimarcava come non fosse possibile dare una valutazione soddisfacente di questa informazione, né attraverso il contatto che aveva parlato con Citroen e neppure attraverso i suoi informatori sul posto.

Foto copertina: ANSA