bridge dopati
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Lo sport con più dopati? Il bridge

Una sentenza della Corte di giustizia dell’Ue, nelle scorse ore, non lo ha classificato come sport. Ma questa è una notizia che riguarda più il piano fiscale che altro. Perché il bridge, il celebre gioco di carte, viene preso molto sul serio dai suoi partecipanti. Tanto che una classifica della Wada, l’Agenzia mondiale anti-doping, lo ha considerato lo sport con più dopati nel mondo. Nel corso del 2016, infatti, sono stati trovati positivi 22 praticanti su 100 test, una percentuale davvero preoccupante.

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BRIDGE DOPATI, LA CLASSIFICA WADA

Ma com’è possibile? Perché dei giocatori di carte seduti attorno a un tavolo verde dovrebbero aver bisogno di sostanze dopanti? La risposta sta nella tipologia di sostanza riscontrata: diuretici. Probabilmente, l’età media dei praticanti di questo sport è piuttosto avanzata e l’utilizzo di questi farmaci è dovuto a cause fisiologiche che poco hanno a che vedere con cuori, quadri, fiori e picche.

Inoltre, si tratta del primo anno in cui la Wada realizza, attraverso la federazione di bridge, dei controlli anti-doping anche per questo tipo di «sportivi»: una eventualità, quindi, che ha colto di sorpresa i maghi delle carte.

BRIDGE DOPATI, GLI ALTRI SPORT

In generale, la situazione doping nel mondo fotografata dalla Wada resta piuttosto preoccupante: rispetto al 2015, c’è stato un incremento dello 0,5%, per un totale di 3.809 atleti positivi ai controlli. Ciò significa che per gli sport olimpici ci sono 1,6 dopati ogni 100 controlli, cifra che sale a 2,7 se si includono anche gli sport non olimpici (proprio come il bridge).

Preoccupante anche la diffusione delle sostanze dopanti nel bodybuilding (19%), nel football americano (5%) e nel baseball (5%), mentre la percentuale di atleti positivi ai controlli nel ciclismo (nell’immaginario collettivo, la maglia nera del doping) si attesta a 1,1 ogni 100 campioni analizzati. Note al merito, invece, per curling, slittino, arrampicata, ju jitsu, frisbee e sumo, accompagnati dalla corsa delle slitte con i cani e dal polo. Dietro la lavagna, come si diceva, ci va a sorpresa il bridge. E non è un bluff.

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