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Maria Elena Boschi assente al Consiglio dei ministri che ha confermato Ignazio Visco

Maria Elena Boschi non ha partecipato al Consiglio dei ministri che ha confermato Ignazio Visco alla guida di Banca d’Italia. Il presidente del Consiglio, dopo il parere unanime del Consiglio superiore di Bankitalia e il voto anch’esso unanime del Consiglio dei ministri, ha così proposto un secondo mandato per l’attuale governatore al capo dello Stato.

MARIA ELENA BOSCHI MALATA NEL GIORNO DELLA CONFERMA DI IGNAZIO VISCO

La nomina è stata adottata con un decreto presidenziale: Sergio Mattarella ha confermato ufficialmente Visco, come già aveva anticipato di voler fare in via informale da molto tempo.  Il Consiglio dei ministri ha votato in modo unanime per la riconferma del governatore uscente: la compatteza del governo Gentiloni è stata però favorita da numerose assenze. Oltre al sottosegretario Boschi, che non ha diritto di voto all’interno del Consiglio dei ministri, non hanno partecipato anche Luca Lotti, Maurizio Martina e Graziano Delrio. Quattro nomi ad alto tasso di renzismo: Maria Elena Boschi e  Luca Lotti accompagnano il segretario del PD sin dai tempi delle esperienze amministrative in Toscana. Delrio è stato uno dei più influenti sostenitori della corsa di Renzi alla guida del PD, mentre Martina, ex bersaniano, si è spostato sull’attuale segretario all’ultimo congresso, garantendosi il ruolo di numero 2 del partito. Matteo Renzi ha espresso contrarietà rispetto alla conferma di Ignazio Visco dopo il voto del Consiglio dei ministri, ma ha altresì ribadito il suo rapporto di fiducia col presidente Gentiloni. Il segretario del PD aveva promosso, insieme a Boschi e Lotti, una mozione per chiedere un nuovo governatore per Bankitalia che aveva creato una forte polemica tra il governo, il gruppo parlamentare e il partito. Renzi aveva più volte attaccato le responsabilità di Ignazio Visco e di Banca d’Italia sulle diverse crisi bancarie scoppiate negli ultimi anni. Il presidente della Repubblica e la Bce avevano però fatto indicato, in modo informale, come fosse preferibile confermare il governatore uscente per la stabilità dell’Eurozona e difendere l’indipendenza dell’istituto centrale.

Foto copertina: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI