Alla Camera la Giornata per i danneggiati da vaccino: «Lorenzin nega la nostra esistenza»

di Redazione | 27/10/2017

vaccini

«Siamo fantasmi per lo Stato e prigionieri del silenzio». Fantasmi perché «lo Stato nega la nostra esistenza». Prigionieri perché «non si deve sapere che ci sono i danneggiati da vaccino». È la posizione delle persone danneggiate da vaccini che si riconoscono nel Condav, sigla che sta per ‘Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino’, un’organizzazione di volontariato che ha organizzato la ‘XIV Giornata per ricordare le persone decedute o rese disabili dai vaccini’, una cerimonia di memoria in cui sono stati elencati numeri e opinioni su danni e rischi legati alle vaccinazioni. A parlare, alla Camera, presso la sala delle conferenze di via del Parlamento, è stata soprattutto la presidente, Nadia Gatti, rispolverando critiche che negli ultimi mesi il fronte dei no vax ha mosso al governo per la legge che ha esteso da 4 a 10 le vaccinazioni obbligatorie.

 

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Nel mirino c’è innanzitutto la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che difendendo il suo decreto in pubblico ha negato l’esistenza di danneggiati gravi da vaccini (qui un video di Giornalettismo). Ma vengono duramente criticati anche i vertici degli enti sanitari. Come Walter Riccardi, presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, che nega che i vaccini possano creare gravi malattie (lo ha detto anche in tv a La Gabbia lo maggio scorso). Poi, i parlamentari. L’associazione dei danneggiati ricorda  le proposte di legge che sono state presentate alla Camera e al Senato nelle ultime legislature per chiedere l’istituzione di una «giornata in ricordo delle persone decedute o rese disabili dai vaccini». L’ultimo caso è il ddl firmato e poi ritirato da un deputato del Pd, Giovanni Burtone, cardiologo e medico legale). Nella precedente legislatura una simile richiesta era stata avanzata anche da un sottosegretario alla Salute, il senatore del Pdl Cesare Cursi. «Queste vittime – si spiegava in quelle proposte – sono state o sono nella maggior parte dei casi bambini, ‘usati legittimamente’ per preservare la salute della collettività. Sono vittime le cui famiglie sono state tenute all’oscuro del rischio reale in cui i loro cari sarebbero incorsi». Il Condav lo ripete, ricordando che è una legge dello Stato, la n. 210 del 1992, ad aver stabilito un indennizzo per i danneggiati «da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivanti» e tredici anni dopo un’altra legge, la n. 229 del 2005, ha introdotto un’ulteriore indennità vitalizia in favore dei danneggiati dai vaccini. Norme che la Lorenzin ovviamente conosce bene. Rispondendo ad un’interrogazione parlamentare la ministra nel 2015 faceva sapere che al 31 marzo di quell’anno «i beneficiari dell’indennizzo aggiuntivo, in quanto riconosciuti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie» erano ben 609 (e che altre 22 persone ne avevano beneficiato ma la loro posizione era stata chiusa a causa di decesso).

 

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Le cifre ritornano oggi insieme alle frecciate. «La ministra Lorenzin è l’unico ministro della Salute che non ha mai mandato un saluto ai danneggiati», «che non ci invia i saluti istituzionali», dice la presidente Gatti. Che immagina un confronto aperto, ricordando forse qualche testimonianza di rilievo che le ‘Giornate’ hanno avuto negli anni scorsi. Ad esempio quella del direttore generale del Ministero della Salute, Filippo Palumbo, nel 2007. La prima volta il convegno fu annunciato alla Camera, nel 2004, alla presenza degli onorevoli Luca Volontè e Luciano Violante. Ma il piano politico non è il solo chiamato in causa. Negli interventi odierni è spuntato anche il parere della Corte Costituzionale, che ha descritto i danneggiati da vaccino «come coloro che vanno in guerra e sacrificano la loro vita per il bene della popolazione». E chi va in guerra, è il senso della posizione del Condav, non merita di diventare un «fantasma».

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