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File su Kennedy, la Cia voleva uccidere Fidel Castro ingaggiando un mafioso di origini italiane

Gli Archivi nazionali degli Stati Uniti hanno messo online i 2.800 file sull’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy per i quali Donald Trump ha concesso l’autorizzazione, ma alcune centinaia di file sono stati tenuti segreti. Il presidente degli Stati Uniti ha spiegato la decisione di mantenere segreti alcuni file sull’omicidio in un memorandum. «L’opinione pubblica americana aspetta, e merita, che il suo governo fornisca il maggiore accesso possibile agli atti sull’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy in modo che la gente possa finalmente essere pienamente informata su tutti gli aspetti di questo evento cruciale», ha premesso l’inquilino della Casa Bianca spiegando la sua decisione di «togliere il velo» sul caso. Ma poi ha aggiunto di non avere «alcuna scelta», oggi, se non «accettare» le censure proposte dai dipartimenti e dalle agenzie della sua amministrazione «piuttosto di consentire un danno irreparabile alla nostra sicurezza nazionale».

ONLINE I FILE SU ASSASSINIO KENNEDY, ALCUNE CENTINAIA RESTANO SEGRETI

La temporanea mancata pubblicazione di alcuni file – ha spiegato Trump – «è necessaria per evitare danni alla difesa militare, alle operazioni di intelligence, alle forze dell’ordine, o alla conduzione di relazioni straniere che sono di tale serietà da pesare più del pubblico interesse nella pubblicazione immediata». Il presidente Usa però ha fissato un termine di 180 giorni per rivedere i documenti rimasti classificati. «Alla fine di questo periodo – ha concluso – ordinerò la pubblicazione di qualsiasi informazione che le agenzie non possano dimostrare essere conformi agli standard legali per un ulteriore rinvio» in base alla legge del 1992 sugli atti relativi all’assassinio di Kennedy. Se ne riparla il prossimo 26 aprile.

Da uno dei documenti pubblicati file emerge che l’Fbi ricevette una minaccia di morte contro Lee Harvey Oswald, la notte prima che il presunto assassino di Kennedy venisse ucciso da Jack Ruby, il proprietario di un nightclub di Dallas. Il file in questione contiene la trascrizione di una conversazione con l’allora direttore dell’Fbi J. Edgar Hoover, che riferisce della telefonata fatta all’ufficio del Bureau a Dallas da un uomo che diceva di essere membro di un gruppo organizzato per uccidere Oswald. Hoover sostiene che la notte stessa e l’indomani mattina chiamarono il capo della polizia di Dallas, il quale li assicurò che avrebbe garantita adeguata protezione. Ma non avvenne. Il giorno dopo Oswald fu ucciso da Ruby. Secondo Hoover, tuttavia, Ruby disse che non era legato a nessuno e negò di aver fatto la telefonata agli uffici dell’Fbi a Dallas.

Altra rivelazione riguarda il tentativo di mettere a punto un piano per uccidere Fidel Castro. Un documento del 1975 della Commissione Rockefeller descrive il ruolo della Cia in un piano per assassinare Castro durante l’amministrazione Kennedy. Secondo il rapporto il ministro della Giustizia Robert Kennedy, fratello del presidente, aveva informato l’Fbi di aver appreso che la Cia aveva assunto un intermediario per avvicinarsi a Sam Giancana, un mafioso italo-statunitense di origini siciliane, con una proposta di pagamento di 150mila dollari per assumere un assassino e uccidere Castro a Cuba. Il ministro avrebbe anche parlato delle difficoltà a perseguire Giancana. «Il ministro della Giustizia Kennedy ha affermato che la Cia non dovrebbe mai utilizzare di mafiosi senza confrontarsi con il Dipartimento di Giustizia perché sarebbe difficile perseguire tali persone in futuro», si legge nel rapporto. Il documento rivela anche che la Cia più tardi fu interessata ad usare gangster per consegnare una pillola di veleno a Castro.

(Foto di copertina Dpa da archivio Ansa)

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