Vasco Rossi
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La toccante lettera di Teresa, malata di cancro, a Vasco Rossi: «Voglio conoscerti, voglio sognare»

«Voglio conoscerti, perché amo vivere, sognare». Il mio desiderio «potrebbe essere l’ultimo, anche se non mollerò fino alla fine». È quanto scrive Teresa, 50enne romana che lotta contro il cancro, in una toccante lettera inviata a Vasco Rossi. Il messaggio della donna, una pediatra, è stato raccolto dal club ‘L’inguaribile voglia di vivere’, un’associazione che aiuta le persone malate e disabili a realizzare propri desideri, e pubblicata oggi dal Quotidiano Nazionale. La missiva è un piccolo inno alla vita, un testo che denota grande forza d’animo. Teresa non è potuta andare al concerto di Vasco del primo luglio a Modena, ed è in quei giorni che ha scritto la lettera.

 

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LA LETTERA DI TERESA, MALATA DI CANCRO, A VASCO ROSSI

Alla rockstar la 50enne racconta il suo calvario: quattro anni fa uno screening ha evidenziato il suo tumore, e da lì «paure, analisi, intervento, radioterapia». Tutto sembrava a un certo punto andare per il miglio. Ma due anni dopo, nel 2015, la diagnosi di una metastasi al fegato e ai pomoni. L’inizio di una «chemioterapia devastante» con risultati minimi. Negli ultimi mesi una seduta a settimana. «La sua musica ha accompagnato tanti momenti», dice Teresa a Vasco. Poi esprime il suo desiderio:

Esiste un’associazione che esaudisce i desideri dei bambini malati di cancro, (poverini, non sono mai riuscita a visitarli per la pena che provo nel cuore per loro ed i loro genitori), si chiama La fabbrica dei desideri, per gli adulti, che sappia io, no. Ora, non voglio parlare di mio ultimo desiderio, ma ho davvero il grandissimo desiderio di conoscerla. Potrebbe essere l’ultimo, anche se io non mollerò fino alla fine. Ma preferisco parlare di SOGNO. Lei riceverà centinaia di lettere come la mia. Quindi perché dovrebbe scegliere proprio me? Perché sono una mamma; Perché mi sono sempre presa cura dei bambini altrui con amore; Perché voglio vivere; Perché amo sognare; Perché voglio vedere crescere mia figlia; Perché amo la musica; Perché amo cantare; Perché amo i colori; Perché mi piace l’arte; Perché studio ancora (medicina, inglese, spagnolo); Perché canto a squarciagola quando sono in macchina da sola; Perché non permetto alla malattia di limitarmi; Perché voglio fare progetti Perché non voglio fare pena a nessuno; Perché da malata ho fatto la volontaria per altre malate di cancro; Perché. SÌ!; Posso solo dire A PRESTO (vero?!)

(Foto: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)