Carlo Tavecchio e quelle frasi contro gli ebrei che rendono controversa la risposta FIGC sugli adesivi di Anne Frank

di Redazione | 26/10/2017

Carlo Tavecchio non si dimette

Carlo Tavecchio ha lanciato una ferma campagna della FIGC dopo gli adesivi di Anne Frank in maglia giallorossa attaccate allo Stadio Olimpico da una ventina di tifosi della Lazio. Nella giornata di ieri  è stato rispettato un minuto di silenzio, e sono stati letti passi dal Diario di Anne Frank e Se questo è un uomo di Primo Levi come risposta alla squallida provocazione antisemita dei tifosi biancolesti. I giocatori della Lazio sono scesi in campo con una maglietta con una immagine della ragazza olandese uccisa dai nazisti e la scritta “No all’antisemitismo”.

CARLO TAVECCHIO E IL CASO ANNE FRANK

La FIGC ha risposto così allo scandalo scoppiato dopo che è emerso uno dei tanti gravi gesti di razzismo che in realtà si verificano piuttosto frequentemente nelle curve dei nostri stadi. L’estremismo razzista è un problema storico del calcio italiano, e purtroppo l’elezione di Carlo Tavecchio alla presidenza della FIGC ha contribuito relativamente poco a contrastarlo. Certo l’iniziativa di leggere i brani di libri simbolo della tragedia dell’Olocausto prima delle partite è lodevole, ma solo se poi non rimarrà un gesto isolato ed estemporaneo, come capitato più volte in passato. Carlo Tavecchio dovrebbe farsene interprete anche per un caso che lo coinvolse due anni fa. Il Corriere della Sera aveva pubblicato una trascrizione e un audio di una sua telefonata in cui esprimeva giudizi pesanti sugli ebrei.

Ecco il dialogo tra Tavecchio e il direttore di Soccerlife

– Tutto il patrimonio di Cecchi Gori lo rileva un certo Anticoli…
– Sì
– Un ebreaccio. io non ho niente contro gli ebrei eh. Io sono il primo a sostenerli. In tutta la mia vita, ho lavorato, ero direttore di 28 filiali in Lombardia, c’erano tre filiali, quelle che andavano meglio, c’era dentro un ebreo.
– Però come dice Umberto Eco, è meglio tenerli…
– È meglio tenerli a bada. Ma mi dica una cosa è vero che lui…
– È omosessuale? Sì.
– Io non ho niente contro gli omosessuali. Però meglio lontani da me, io sono normalissimo.

Il Corriere della Sera aveva contattato Tavecchio chiedendogli di illustrare il senso di parole così controverse, il presidente della Federcalcio aveva rimarcato di «essere vittima di un ricatto» e ha aggiunto: «Ho ottimi rapporti con la Comunità ebraica, non solo di natura sportiva, e ho sostenuto la posizione di Israele nell’ultimo Congresso della FIFA. Ogni tentativo di screditarmi e calunniarmi attraverso metodi illeciti, che rispondono a metodologie oggi purtroppo assai diffuse, sarà perseguito nelle sedi opportune».

Foto copertina: Ansa/Daniel Dal Zennaro