Legge elettorale al Senato, l’accusa di Napolitano a Renzi: «Impropria la fiducia per farla pesare su Gentiloni»

di Gianmichele Laino | 25/10/2017

Napolitano discorso Senato

Arriva la tanto annunciata reprimenda del presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano. Nel corso della discussione a palazzo Madama sul Rosatellum-bis, la legge elettorale che verosimilmente disciplinerà le Elezioni Politiche 2018, il senatore a vita ha chiesto di intervenire per puntualizzare la sua posizione circa il voto odierno a proposito del quale sono state inserite ben cinque questioni di fiducia. La scelta, ovviamente, è stata molto divisiva e ha provocato l’uscita definitiva dalla maggioranza del gruppo di MdP (composto da 16 senatori) e il dissenso di altri 5 senatori del Partito Democratico.

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NAPOLITANO DISCORSO SENATO, I CONTENUTI

«Il dilemma – ha detto Giorgio Napolitano nel suo intervento – non è fiducia o non fiducia, anche perché non è mai stata affrontata, neppure dinanzi alla Corte, una obiezione di incostituzionalità della fiducia. Ma si può – ha precisato – far valere l’indubbia esigenza di una capacità di decisione rapida da parte del Parlamento fino a comprimere drasticamente ruolo e diritti sia dell’istituzione sia dei singoli deputati e senatori?».

NAPOLITANO DISCORSO SENATO, L’ATTACCO A RENZI

Insomma, un attacco più moderato al governo di Paolo Gentiloni (Napolitano sostiene di aver «compreso la difficoltà in cui si è trovato un presidente del Consiglio che apprezzo per come ha guidato e guida il Paese»), mentre è più forte quello indiretto al segretario del Partito Democratico Matteo Renzi che, in queste ore, è impegnato nel suo tour elettorale in Calabria.

«È singolare e improprio far pesare la fiducia sul presidente del Consiglio Gentiloni – ha continuato Napolitano – che, sottoposto a forti pressioni, ha dovuto aderire a quella convergente richiesta proveniente da quanti avrebbero potuto chiedere la fiducia non su tutta la legge, ma su punti considerati determinanti». Insomma, in sintesi, Napolitano ha puntato il dito contro il metodo utilizzato dal Pd (e dagli altri partiti) per portare in Aula questa legge elettorale sulla cui durata nel tempo, tra l’altro, l’ex presidente della Repubblica ha avanzato dubbi.

In ogni caso, Napolitano ha annunciato che voterà comunque a favore del Rosatellum «per salvaguardare il valore della stabilità, per consentire, anche in questo scorcio di legislatura, continuità dell’azione per le riforme».

(FOTO: ANSA/CLAUDIO PERI)