Anna Frank con la maglia della Roma, per gli Irriducibili della Lazio è solo «scherno e sfottò»

di Redazione | 24/10/2017

anna frank

Utilizzare l’immagine di Anna Frank per offendere è un gesto che fa rabbrividire. Che offende le vittime dell’Olocausto e che denota un profondo razzismo e antisemitismo. Eppure per un gruppo di ultras della Lazio la distribuzione delle figurine della vergogna in curva (è spuntata l’immagine della ragazza deportata con la maglia della Roma) andrebbe considerata semplicemente come uno «sfottò», un atto di «scherno».

ANNA FRANK CON LA MAGLIA DELLA ROMA, IRRIDICIBILI LAZIO PARLANO DI SFOTTÒ

A prendere una posizione ambigua nella vicenda degli adesivi antisemiti (va precisato che la stragrande maggioranza della tifoseria biancoceleste è estranea alla vicenda, i responsabili probabilmente solo un piccolo gruppo di sostenitori) sono gli Irriducibili Lazio, che in un comunicato diffuso ieri sera si sono detti «stupiti da tutto questo clamore mediatico» e convinti che «tutto debba rimanere nell’ambito del ‘nulla’, circoscritto a un contesto sportivo animato da scherno, sfottò e goliardia». «Esistono altri casi che secondo noi meriterebbero aperture dei tg e ampie pagine di giornali», hanno fatto sapere. E ancora: «Non ci dissociamo da ciò che non abbiamo fatto, ci meravigliamo che queste, che vengono ritenute accuse, quando vengono fatte nei nostri confronti non scandalizzano nessuno Ci verrebbe da chiedere perché non si è sottolineata la nostra iniziativa annessa in ricordo delle vittime del terrorismo». E ancora: «Sono tutte mosse atte a ostacolare la crescita della nostra Lazio che si sta affermando come una delle più belle realtà di questo campionato».

 

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Sul caso è intervenuto anche il presidente del parlamento Europeo Antonio Tajani, che in plenaria a Strasburgo ha dichiarato: «Non posso non condannare fermamente ciò che accaduto a Roma dove un gruppo di hooligan ha usato l’immagine di Anna Frank per offendere tifosi di un’altra società». Tajani ha definito l’episodio «un fatto grave: ognuno ha diritto di essere praticante della propria religione e le comunità ebraiche fanno parte della nostra Unione. Credo che l’antisemitismo debba restare soltanto un’orribile esperienza del nostro passato».

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