Save The Children
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Quello che si deve sapere sul comandante di Save The Children indagato (non la Ong)

Monta in queste ore la notizia della perquisizione sulla nave di Save the Children e la conseguente scelta della Ong di sospendere le operazioni in mare. Sui social tutti pensano che sia indagata Save The Children quando in realtà quello che è successo è ben diverso. Si tratta del proseguimento di una inchiesta che riguarda in particolare Marco Amato, comandante di una delle navi della Ong in questione, indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: già da settembre.

Ebbene sì. A dispetto degli ultras anti Ong ci sono diverse precisazioni da fare. Partiamo con quelle che riguardano la realtà attuale fino all’inchiesta della procura di Trapani.

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Primo – Save The Children non è indagata. Non solo. L’arrivo della polizia a bordo era atteso da giorni. Questa mattina, quando la nave Vos Hestia è attraccata nel porto di Catania per problemi tecnici, poliziotti dello Sco (Servizio Centrale Operativo della Polizia) e agenti della squadra mobile di Trapani e militari della Guardia Costiera, sono saliti a bordo per compiere una perquisizione su disposizione della Procura della Repubblica di Trapani. Si tratta dell’inchiesta che da mesi punta sulle accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nel campo delle ong.

Secondo – Chi è indagato davvero. Nell’ordinanza di perquisizione sono citate terze persone come indagate non membri delle Ong ma persone che comunque hanno lavorato a bordo delle navi in questione. Tra queste figura Marco Amato, comandante nella nave Vos Hestia utilizzata da Save the children per le operazioni di recupero di migranti tra il Nordafrica e la Sicilia. L’uomo figura indagato nell’ambito dell’inchiesta su favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che lo scorso agosto portò al anche al sequestro della nave Iuventa della Ong tedesca Jugend rettet. Si tratta dello stesso “fascicolo” di indagine. A fare il nome del comandante gli operatori della Imi security service che si occupavano della sicurezza a bordo della Vos Hestia.

Terzo – Come è partita la procura di Trapani? Partirono alcune segnalazioni da alcune imbarcazioni operanti per Save The Children da parte di alcuni addetti alla sicurezza. Secondo le testimonianze inoltrate a 007 italiani a bordo ci sarebbe stato un certo favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Su una di queste navi era già presente un agente dello Sco che per 40 giorni ha filmato e fotografato alcune fasi dei soccorsi sia della Juventa che della Vos Hestia. Con quel materiale girato due addetti alla sicurezza della Juventa hanno confermato la versione dei fatti. Non è stata chiusa nessuna indagine, non c’è stato nessun rinvio, ma sui social siamo già al secondo grado di giudizio.

Quattro – Save the Children si dichiara estranea ai fatti. Ecco la nota della Ong:

“L’organizzazione, come pianificato, sospende le operazioni in mare data la riduzione dei flussi. L’operazione di oggi da parte delle Autorità competenti a bordo della nave Vos Hestia di Save the Children presso il porto di Catania è relativa ad una ricerca di materiali per reati che, allo stato attuale, non riguardano Save the Children. Infatti, come si evince dallo stesso decreto di perquisizione, la documentazione oggetto di ricerca è relativa a presunte condotte illecite commesse da terze persone. Ribadiamo con forza che Save the Children ha sempre agito nel rispetto della legge durante la propria missione di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo e confermiamo, pertanto, ancora una volta, che l’Organizzazione non è indagata. Tutte le operazioni sono state condotte in strettissimo coordinamento con la guardia costiera italiana e nella massima collaborazione con le autorità. La nostra missione è sempre stata guidata unicamente dall’imperativo umanitario di salvare vite. Confidiamo che la magistratura, nella quale l’Organizzazione ha piena fiducia, faccia immediata chiarezza sull’intera vicenda”

Lo stop avviene per via delle «mutate condizioni di sicurezza ed efficacia delle operazioni di ricerca e soccorso in mare nell’area». «Per troppo tempo abbiamo supplito all’inesistenza o inadeguatezza di politiche europee di ricerca e soccorso, nonché di accoglienza dei migranti, cercando di portare un contributo concreto e volto al salvataggio delle vite di bambini e adulti», ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.