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Cosa succede se vince il sì al Referendum in Lombardia e Veneto?

Oggi si tengono i referendum consultivi sull’autonomia regionale in Lombardia e Veneto. Si tratta di consultazioni che mirano ad avviare una procedura prevista dalla Costituzione con la quale le regioni possono chiedere maggiore autonomia nella gestione delle proprie risorse. Ovvero, in soldoni, trattenere le tasse dei lombardi e dei veneti a casa loro senza impiagarli su scala nazionale. Ma che succede se vince il sì?

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Stefania Piras per il Messaggero ha intervistato l’ex presidente della Consulta Mirabelli.

Che valore ha questa consultazione? 

Si tratta di un referendum consultivo previsto dagli statuti delle due regioni e dà un indicazione, un indirizzo agli organi di governo delle regioni.

Cosa vogliono i sostenitori per il sì?

I due quesiti – spiegano su il Messaggero cambiano sia in Lombardia che in Veneto. Quest’ultimo è più generico e meno preciso. Entrambi chiedono di attivare delle procedure per attribuire alla regione stessa “ulteriori forme e condizioni di autonomia”. Questo lo prevede l’articolo 116 della Costituzione: il cosiddetto regionalismo differenziato.

Residuo fiscale può esser trattenuto?

No, non può esser trattenuto e non si può nemmeno pretendere la trattenuta delle tasse versate dai propri cittadini in Regione. «Perché – spiega Mirabelli – ci sono compiti statali e finalità di perequazione e solidarietà nazionale nell’ambito dell’unità nazionale».

Esiste un rischio secessione?

Mirabelli esclude tale rischio. Non è un referendum secessionista, come quello della Catalogna.

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Quali effetti può avere la vittoria del sì?

«Il risultato – spiega al giornale – è vincolante solo politicamente. La vera domanda è come si ottiene maggior autonomia?». Diciamo che questa consultazione stimola a una discussione Stato – Regioni prevista nella nostra Costituzione.

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Che margini avranno le due Regioni?

Aprono una trattativa con il governo. Semplice. Le risorse economiche devono esser calibrate in base alle nuove competenze ma da qui a trattenere tutto il residuo fiscale siamo alla pura utopia. Mirabelli sottolinea come questa cosa, per esempio, è già stata avviata con l’Emilia Romagna. Senza bisogno di un referendum, chiaro.

 

(in copertina foto Ansa/Daniel Dal Zennaro)