Ignazio Visco non intende cedere per difendere l’autonomia di Banca d’Italia

di Andrea Mollica | 21/10/2017

Visco

Ignazio Visco non intende cedere sul rinnovo del mandato di governatore di Banca d’Italia. Il successore di Mario Draghi alla guida dell’istituto centrale è pronto a rispondere alle accuse sulla mancata vigilanza delle crisi bancarie verificatesi in questi anni.

VISCO SFIDA RENZI SUL RINNOVO DELLA GUIDA DI BANCA D’ITALIA

Visco spera di poter esser audito dalla commissione di inchiesta del parlamento sulle banche come governatore, anche per difendere in maniera più decisa l’autonomia di Banca d’Italia. I principali quotidiani di oggi concordano sulla ferma volontà di Visco di non cedere all’ostilità del PD e di altre forze politiche a un suo secondo mandato alla guida di Banca d’Italia, esplosa durante il dibattito alla Camera dei Deputati di martedì scorso. L’incarico di Visco scade tra pochi giorni, a fine ottobre, e il presidente del Consiglio Gentiloni dovrà proporre una nomina al presidente della Repubblica per indicare chi guiderà l’istituto centrale. Al momento la partita sembra ancora aperta, vista la contrarietà esplicitata dal segretario del partito di maggioranza relativa, Matteo Renzi, all’ipotesi di un rinnovo del mandato a Ignazio Visco. Nelle settimane scorso il capo dell’esecutivo Gentiloni sembrava propenso a confermarlo, visto che questo è l’orientamento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e anche di Mario Draghi. Il capo di Stato e il presidente della Bce sono convinti che la difesa dell’autonomia di Banca d’Italia ormai passi per il rinnovo di Ignazio Visco, viste le eccessive accuse rivolte nei confronti dell’istituto sulle crisi bancarie degli scorsi anni. Lo scontro istituzionale è stato relativizzato da Gentiloni e da Renzi, che in questi giorni appaiono molto distanti nonostante messaggi di reciproco supporto, l’uno al segretario del partito, l’altro al capo e ai componenti del governo. L’iniziativa contro Ignazio Visco sarebbe partita da Maria Elena Boschi, in intesa con Matteo Renzi. Il sottosegretario già in passato aveva rivolto un’aspra critica al governatore di Banca d’Italia, rinfacciandogli pubblicamente di aver tentato di fondere Banca Etruria, l’istituto dove suo padre era vicepresidente, con la Popolare di Vicenza in crisi.

Foto copertina: ANSA / MATTEO BAZZI