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Chi l’ha visto, il padre della ragazza aggredita a Montelupo: «Vogliono tornare per finire l’opera»

Circondato da uomini della sicurezza sua, privata. Piantoni impiegati all’ingresso dell’ospedale. Così ha parlato ieri a Chi l’ha visto il padre della 17enne ferita gravemente sabato 14 ottobre a Montelupo Fiorentino. La trasmissione ha raccolto le testimonianze della moglie di un uomo che è stato allarmato dalle urla della giovane sabato mattina e il padre della 17enne, il quale ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica. Secondo quanto ha riferito l’uomo c’è chi ha provato a entrare al San Giuseppe “per finire il lavoro”. Per questo il genitore ha chiamato alcuni amici a protezione della figlia.

Ci sarà chi piantona, oggi ci sono due miei amici e domani altri. Ci diamo il cambio finché mia figlia non sta meglio. Io non so nulla riguardo cosa è successo, so che mia figlia andava a casa dell’amica, andava a ballare, dormiva là e la mattina sarebbe tornata col bus. Quando il giorno dopo mi hanno chiamato dicendomi che era stata trovata agonizzante all’Ambrogiana, mi si è gelato il sangue. Non ce l’ho fatta a venire con la mia auto, mi hanno dovuto accompagnare. Faccio un appello al Presidente della Repubblica: cambiamo le leggi, non ne possiamo più. Non faccio differenze di genere o razza, ma chiunque sbaglia deve avere la giusta condanna. Non sono riuscito a parlare con gli amici, non li conosco nemmeno.

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L’uomo afferma di conoscere solo una amica della ragazza, presente anche lei la sera dell’aggressione

L’ho vista in ospedale, ma si è comportata in maniera fredda e addirittura ha mandato a quel paese mio cognato perché a un certo punto ha detto a lei a agli altri ‘per favore fuori, siete indesiderati’. Non so cosa ha raccontato alle forze dell’ordine, ero con mia figlia e non me ne sono curato. Mi ha detto che mia figlia non era a ballare, su quello ha mentito perché c’era.

La ragazza ora sta sotto effetto di sedativi. Ha solo confermato di aver mandato lei il messaggio di allarme affermando di “aver avuto paura delle ombre, degli uomini cattivi”.