La Camera ha detto no anche alla cannabis terapeutica coltivata in casa

di Redazione | 19/10/2017

cannabis terapeutica

Dopo aver detto no alla legalizzazione della cannabis per uso ricreativo bocciando una proposta di legge sottoscritta da oltre 200 parlamentari e aver accettato solo la cannabis a scopo terapeutico, il mondo della politica boccia anche la coltivazione in casa (a scopo terapeutico). La Camera dei deputati ieri a voto segreto ha respinto due emendamenti del Movimento 5 Stelle che avrebbero consentito di coltivare le piantine in proprio, in forma associata o privata. Gli onorevoli hanno bocciato le proposte di modifica del testo perché, come spiegato in Aula da Francesco Paolo Sisto di Forza Italia, avrebbero «legalizzato formalmente l’uso della cannabis». Un dato rilevante è che, con il voto segreto, la maggioranza ha perso qualche pezzo. I due emendamenti M5S sono stati respinti sai da Pd che Forza Italia ma alla fine lo scarto tra favorevoli e contrari a Montecitorio è stato di appena una ventina di voti: 210 no e 189 sì per il primo emendamento e 207 no e 191 sì per il secondo.

 

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CANNABIS TERAPEUTICA, SÌ DELLA CAMERA: BOCCIATA LA COLTIVAZIONE IN CASA

Il sì definitivo della Camera alla proposta di legge su coltivazione e la somministrazione della cannabis a uso medico è arrivata  oggi con 317 voti favorevoli, 40 contrari e 13 astenuti. Il testo dunque passa ora al Senato. Hanno espresso voto contrario i deputati di Forza Italia e Lega Nord. Mentre Direzione Italia si è astenuta. «Forza Italia dice no al provvedimento sulla Cannabis perché, premesso che l’impiego terapeutico della sostanza è già previsto dal 2015, i rischi di questo testo sono nettamente superiori ai benefici. Il primo, nonché più pericoloso, è che si tratti di un grimaldello per aprire uno squarcio verso la legalizzazione», ha ripetuto in Aula il forzista Sisto. «Non avalleremo mai l’intossicazione dei giovani per via ordinamentale: ecco perché la nostra contrarietà può dirsi di cautela, una precauzione indirizzata verso le nuove generazioni». Il deputato M5S Vittorio Ferraresi nella dichiarazione di voto per il suo gruppo ha invece dichiarato: «Seppur azzoppato, il provvedimento va nella direzione di garantire i diritti dei malati, anche se non possiamo non rilevare che la falsità del Pd, ancora una volta, ha garantito l’impunità alle mafie, non i diritti dei cittadini».

(Foto: ANSA / ETTORE FERRARI)

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